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Dubbi e polemiche della filiera all’avvicinarsi della riduzione degli apparecchi di gioco

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Dopo “tantissimo” parlarne, lo ha fatto anche la guida casino online più letta in Italia, la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento fa ancora disquisire… sopratutto gli stessi operatori che non vedono un periodo radioso stagliarsi nel proprio futuro! Futuro che è infatti arrivato ed il 1° settembre è avvenuta la pubblicazione in Gazzetta del decreto del Ministro dell’Economia con lo stabilirsi concreto dei criteri e dei tempi della riduzione delle “famigerata macchinette”, ovviamente, in ottemperanza della famigerata manovra-bis. Il gioco, quindi, è fatto rien ne va plus e, dopo la firma del Ministro ed il vaglio della Corte dei Conti, il provvedimento è pronto per la sua emanazione con l’entrata in vigore contestuale alla sua pubblicazione.

Dubbi e polemiche della filiera all'avvicinarsi della riduzione degli apparecchi di gioco
Dubbi e polemiche della filiera all’avvicinarsi della riduzione degli apparecchi di gioco

In pratica, entro la fine dell’anno corrente, il numero dei nulla osta delle slot machine non potrà essere superiore alle 345mila unità ed alla data del 30 aprile 2018 dovrà essere di 265mila unità. Questo provvedimento del Governo, come ben sa chi segue un po’ il gioco d’azzardo, ha fatto scalpore anche se era atteso da un bel pezzo ed ancora oggi se ne parla perché non ha lasciato per nulla tranquilli gli addetti ai lavori: ha creato disagi e malumori sopratutto tra i gestori che si lamentano particolarmente della assoluta assenza di criteri per “dare una mano” agli addetti ai lavori sulla individuazione dei nulla osta eventualmente “da sacrificare”. E questo anche perché si paventa una situazione assai particolare che fa risalire una “discrezionalità” forte in capo ai titolari delle reti che non si concilia assolutamente con il fatto che gli stessi soggetti sono anche titolari diretti di slot machine nei punti vendita.

Oltre a questo -che non è certamente poco- vi sono altre critiche nei confronti della riduzione degli apparecchi ed è anche per queste stesse critiche che il provvedimento è finito sui banchi della Commissione Europea ed anche dell’Antitrust: si enuncia la seria limitazione della libertà di impresa che potrebbe anche determinare una sorta di “concorrenza sleale” per gli operatori delle slot machine, da parte dei titolari di altri prodotti di gioco.

Il “gomitolo del gioco”, di conseguenza, si fa sempre più ingarbugliato e sempre più difficile risulterà dipanarlo e districarlo anche in virtù di un altro intervento che il Governo si accinge ad adottare nei confronti del medesimo settore ludico e medesimo comparto delle apparecchiature di gioco, ma questo in seguito al futuribile accordo che potrebbe uscire dalla Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Anche questo altro provvedimento assurge al titolo di “tasto alquanto dolente” per gli operatori e sarà prodromo di ulteriori malumori e ricorsi, ancora prima di essere scritto (ma si sa, qualunque provvedimento sul gioco ha questo “nefasto effetto”).

Non si può, infatti, dimenticare il “cambio del parco macchine” che farà subentrare le Awp da remoto che, senza dubbio, porterà una migliore facilità di monitoraggio per coloro che dovranno provvedere a questo servizio, ma che per gli operatori del settore ludico comporterà impieghi di capitale notevoli ed impegnativi che graveranno come un macigno sull’economia già precaria di questo comparto delle apparecchiature da intrattenimento, già così minato nella sua forza e nei suoi “utili” resi sempre più “risicati” dai continui provvedimenti dell’Esecutivo (pro domo sua).

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