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Maialetto sardo: storia e preparazione della nostra cultura

Il Porceddu o maialetto sardo è una bontà gastronomica Made in Sardegna: spina dorsale di tutta la tradizione gastronomica sarda, il maialetto sardo ha conquistato i palati di tutt’Italia. A seconda delle zone dislocate sull’isola, il maialetto sardo viene appellato in vari modi: proxeddu, porcheddu, proceddu, copieddu, porcetto, etc. etc. Ma ciò che accomuna l’anima ed il palato del popolo sardo è la modalità di preparazione, che viene tramandata di generazione in generazione, seguendo la vera ricetta autoctona. Recentemente, una legge regionale che ne vieta l’allevamento in casa, rischia di far scoppiare una vera e propria “guerra” del porceddu.

Maialetto sardo: storia e preparazione della nostra cultura

Maialetto sardo: storia e preparazione della nostra cultura

La Guerra del Porceddu: al via la Legge che ne vieta l’allevamento in casa

Una vera e propria “guerra” quella che sta interessando la famosa terra isolana del maialino sardo: la Legge regionale n. 28, approvata dal Consiglio regionale il 2 agosto 2018, all’articolo 4, comma 2 ha vietato la possibilità di detenere, nell’ambito dell’allevamento familiare, i maschi riproduttori.

Proteste anche del deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci: “In questo modo anziché difendere il nostro agroalimentare, […] si apre la strada alla colonizzazione delle nostre tavole e all’importazione di maialetti allevati all’estero. È una decisione non solo illogica, ma repressiva verso i sardi e la Sardegna ed è un esempio di una Regione che fa la forte con i deboli ed è debole con i forti”.

Lo stesso Cappellacci suggerisce: “Correggiamo la legge porcata, alla ripresa dei lavori venga votata la nostra proposta di legge che modifica gli errori della precedente e tuteli gli allevamenti familiari e la produzione del maialetto sardo”.

Maialetto sardo: origini e storia

L’idea di consumare il maialetto sardo è giunta in Sardegna grazie all’influenza della Spagna, che per oltre due secoli ha dominato l’isola. Ancora oggi, in Castiglia il maialino è ancora uno dei piatti tipici della tradizione locale, sebbene venga preparato in modo diverso rispetto al maialino sardo. La cottura, in Spagna, viene fatta al forno e il maialetto viene insaporito con diversi ingredienti come carote, cipolle e sedano. In Sardegna il porceddu si prepara allo spiedo: si deve utilizzare griglie di cottura per barbecue per garantire un’ottima cottura. La cottura tradizionale del maialetto alla sarda avviene davanti a un bel fuoco: la cottura in verticale è ancora tipica di molte zone del centro Sardegna. Tuttavia, oggi, nella maggior parte dell’isola viene utilizzato il girarrosto elettrico.

Tradizioni e curiosità sul porceddu da latte

Fino ad una cinquantina d’anni fa, il maialetto sardo era un alimento di lusso che si poteva consumare solo una volta ogni tanto. Ecco perché l’uccisione del maialino comportava l’esecuzione di un vero e proprio rituale. Una volta ucciso, il suo sangue veniva cosparso sulla sua pelle prima della cottura. Ormai questa ancestrale tradizione è stata abbandonata per motivi igienico-sanitari.

Le famiglie che possedevano maialetti da latte non li uccidevano mai per evitare di perdere una potenziale ricchezza futura. Infatti, dalla sua carne si potevano ottenere diversi prodotti come il prosciutto, il sanguinaccio, lo strutto, le spalle, le salsicce ed altri tipi di insaccati. Una vera ricchezza gastronomica tutta Made in Sardegna!

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