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La scuola non è uguale per tutti. La formazione individuale come arma per il proprio futuro

Ogni persona sin dalla scuola materna dovrebbe essere istruita alla formazione dell’individuo adulto, maturo e competente che dovrà occupare un ruolo consapevole nella società utilizzando il proprio metodo di apprendimento, di analisi e risoluzione dei problemi. Ma nel mondo dell’istruzione non sempre l’attenzione alla formazione di questo processo si verifica perché, al giorno d’oggi, il sistema scuola è obbligato a seguire programmi ministeriali annuali che vanno rispettati e che rischiano di lasciare indietro bambini e ragazzi che avrebbero bisogno di essere accompagnati nel processo di apprendimento delle lezioni tramite la scoperta di un metodo di studio personalizzato e non standardizzato e che soprattutto non faccia della scuola un contenitore di nozioni, ma una vera palestra di vita.

La scuola non è uguale per tutti. La formazione individuale come arma per il proprio futuro

La scuola non è uguale per tutti. La formazione individuale come arma per il proprio futuro

Non è assolutamente possibile applicare un metodo universale ad ogni bambino o ragazzo e questo ogni genitore lo sa bene. Ogni bambino è diverso dall’altro. C’è il bambino che impara a parlare a 2 anni pronunciando suoni che solo la mamma ed il papà comprendono al 100%, neanche sempre, e quello che attende di essere più sicuro e comincia a parlare verso i 4 anni, ma senza sbagliare una pronuncia. C’è chi al primo ascolto di una canzone la impara a memoria, chi impara a riconoscere subito la melodia, ma non ricorda le parole e chi si sofferma sul testo, ma non saprebbe ricantarla.

Come si può quindi pensare che l’offerta formativa delle scuole possa essere uguale per tutti?

Ogni bambino che comincia la scuola materna è già messo d’avanti ad un notevole salto verso un mondo totalmente estraneo con il quale deve imparare a confrontarsi, non si potrà pretendere che tutti i componenti di una classe imparino la poesia di Natale o le parti di una recita allo stesso modo solo perché va rispettato un percorso/programma deciso attorno ad un tavolo a monte. “Sarebbe più facile che ognuno apprenda le regole di comportamento del suo nuovo gruppo e così il formatore dovrebbe saper e poter proporre metodologie stimolanti bambino per bambino”, come spiegano gli esperti di Superprof . Ma dato che la scuola non consente questa personalizzazione, sarebbe opportuno che ciascuno avesse la possibilità di essere seguito individualmente con lezioni private da un tutor specializzato in pedagogia oltre che nelle varie materie d’insegnamento che riesca a creare quel percorso personalizzato per ricondurlo al programma ministeriale.

Questo discorso parte già dalla scuola dell’infanzia e quindi dai primi stadi di apprendimento. Bisogna quindi immaginare come il bambino che cresce ed entra successivamente a far parte della scuola elementare, dove non sono più il semplice lavoretto o poesia le nozioni che deve apprendere, possa sentirsi spaesato e confuso e rischi di restare indietro perché non capace autonomamente di crearsi un proprio metodo di acquisizione. Da qui, tutti gli stadi successivi di istruzione rischiano di diventare un problema per il bambino che ormai si affaccia a diventare ragazzo ed entra nel mondo della scuola media/superiore.

È, pertanto indispensabile, che per tutto il percorso nella scuola ciascuno abbia la possibilità di essere seguito, non nel semplice ripasso dei compiti o ripetizione della lezione, ma nella formazione all’autonomia per lo sviluppo degli impegni che deve gestire. Una figura che insegni un metodo diverso per ogni individuo e per ogni stadio della formazione dalla scuola materna all’università diventa quindi un vero e proprio personal trainer per le donne e gli uomini di domani.

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