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Strade dello Zafferano, l’oro rosso in vetrina tra Campidano e Marmilla

Un triangolo produttivo legato a una eccellenza made in Medio Campidano e Marmilla. San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca si uniscono ancora sotto le insegne di “Strade dello zafferano di Sardegna DOP”. Un cartellone unitario di iniziative e sagre coordinato dal Consorzio Turistico “Sa Corona Arrùbia”. In vetrina l’oro rosso, vera eccellenza del territorio, ottimo per speziare ogni tipo di piatto e benefico per l’organismo. Un prodotto del quale cui i tre paesi detengono il primato: nel Medio Campidano si coltiva oltre il 60% di tutto lo zafferano italiano.

Zafferano di San Gavino

Zafferano di San Gavino

“L’obbiettivo è promuovere le ricchezze naturalistiche e storico-architettoniche dei nostri territori, con lo zafferano a far da traino a altri prodotti – ha sottolineato Martino Picchedda, sindaco di Turri, Comune capofila del progetto – abbiamo la fortuna di avere un prodotto che solo in questi tre paesi è certificato Dop e lo qualifica come eccellenza internazionale”.

Si parte il 26 ottobre da Turri con un convegno di approfondimento sullo zafferano. La festa vera e propria parte il 4 novembre a Villanovafranca, poi l’11 a San Gavino Monreale e il 18 novembre a Turri.

“Lo zafferano fa da filo rosso a una serie di iniziative, tra laboratori del gusto e del sapere, musica, degustazioni, corti e case aperte, suggestive passeggiate tra i campi per ammirare i campi in fiore, paesaggi che toccano il cuore”, ha detto il sindaco di San Gavino Carlo Tomasi. Il primo cittadino di Villanovafranca, Matteo Castangia, ha messo in rilievo l’aspetto sociale della manifestazione che chiama a raccolta l’intera comunità in un percorso che unisce tradizioni, gusto, identità locali e cultura del territorio.

Una vetrina dedicata all’oro rosso ma che si può tingere di viola e brillare di giallo, colori richiamati anche nella campagna di promozione. “E’ un progetto che fa dialogare le varie filiere, quella dell’agricoltura agroalimentare, enogastronomica e culturale. C’è un valore di comunità ma anche di economia del territorio da valorizzare e far crescere”, ha sottolineato Barbara Argiolas assessora regionale al Turismo.

Fonte: Ansa.it

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