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Consiglio Comunale del 16 novembre, il Sindaco risponde alle accuse della minoranza

Divampa lo scontro tra maggioranza e opposizione tra i banchi del Consiglio Comunale. Dopo la lettera inviata ieri dalla minoranza alla nostra Redazione in cui si denunciavano prassi irregolari per la convocazione e lo svolgimento delle sedute, arriva puntuale la risposta del sindaco Carlo Tomasi.

Carlo Tomasi

Carlo Tomasi

Come di consueto, riportiamo integralmente il comunicato.

Riscontro a dichiarazioni dei Consiglieri di Minoranza relative al Consiglio Comunale del 16 novembre 2018.

Comprendiamo il disappunto dei Consiglieri di Minoranza relativamente all’errore materiale inerente all’ultima convocazione di Consiglio Comunale e per questo ce ne scusiamo, tuttavia è importante sottolineare che tale contrarietà dovrebbe rimanere circoscritta, appunto, all’errore in esame, senza estendersi a considerazioni più ampie e generali che alludono a presunte condotte poco corrette messe in atto da questa Amministrazione.

L’errore materiale di cui sopra, da imputare a un mero vizio di forma, è costituito dalla dicitura nell’oggetto della convocazione del Consiglio Comunale del 16 novembre u. s., in cui si recitava “sessione straordinaria” anzichè “sessione straordinaria urgente”. Ciò ha dato adito ad esternazioni pubbliche da parte della Minoranza circa una nostra supposta infrazione alle norme previste dal Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale, la quale sarebbe talmente reiterata da configurarsi addirittura come “prassi” volta a convertire il Consiglio in un mero esercizio vuoto e i Consiglieri stessi in “passacarte”.

Ci appaiono oscure le motivazioni che spingono i Consiglieri di Minoranza a parlare di “tentativo maldestro di riparare un grossolano errore” e di una loro clemente tolleranza dimostrata sino ad oggi di fronte a continui mancati preavvisi che avrebbero impedito loro di partecipare con serenità e cognizione di causa.

Innanzitutto è bene fare chiarezza sui termini temporali relativi agli avvisi di convocazione del Consiglio e al deposito degli atti relativi. In caso di convocazione ordinaria l’avviso dev’essere di almeno 5 giorni interi e liberi, in caso di convocazione straordinaria di almeno 3 giorni interi e liberi, e, infine, in caso di convocazione straordinaria urgente di almeno 24 ore. Per ciò che concerne il deposito degli atti, invece, questi devono essere resi disponibili fisicamente per la consultazione de visu almeno 24 ore prima, a eccezione della circostanza di convocazioni straordinarie urgenti, in cui gli atti possono essere depositati nella medesima data di Consiglio.

Delucidato ciò, risulta chiaro come non sussista l’ipotesi di una nostra infrazione delle norme per aver convocato il Consiglio in misura straordinaria urgente con un preavviso di circa 48 ore, non dovendosi tenere in considerazione l’errore materiale iniziale, prontamente rettificato nelle 24 ore precedenti al Consiglio in parola. Ampliando la prospettiva, vale la pena di evidenziare che il numero di convocazioni straordinarie urgenti effettuate durante questo mandato corrisponde esattamente a 15, con una media di 3 all’anno: una frequenza per nulla inusuale, bassa, ad onor del vero.

Non solo, in virtù dell’estrema importanza che conferiamo al principio di massima trasparenza, democrazia e ampia partecipazione, è divenuta procedura sistematica di questa Amministrazione l’invio preventivo di ogni atto per via telematica, sebbene non sia prescritto dal Regolamento. Se ciò non fosse ancora sufficiente, è nostra consuetudine telefonare personalmente ai Consiglieri di Minoranza, come gesto di cortesia, per verificarne la disponibilità ed adeguarci, nei limiti del possibile, ai loro impegni esterni, che comunque rientrano nell’ambito del privato e non possono porre in condizione di subordinazione l’attività pubblica rivolta al bene della collettività. A questo riguardo aggiungiamo che si riscontra una certa difficoltà nell’organizzare gli appuntamenti istituzionali per via di tali impegni privati e che capita che la Minoranza sia assente nelle conferenze dei capigruppo.

Nella fattispecie del Consiglio del 16 novembre u. s., è vero che certi punti all’ordine del giorno erano complessi ed impegnativi, ma è altrettanto vero che, oltre al consueto invio telematico preventivo degli atti correlati, avevamo preannunciato nella conferenza dei capigruppo l’imminenza di un Consiglio straordinario e ciò era stato ribadito anche durante il precedente Consiglio Comunale dall’Assessore Stefano Musanti. Il Consiglio straordinario urgente era motivato da due variazioni di bilancio 2018/2020 e da una variante del programma triennale delle opere pubbliche di cardinale importanza, di estrema urgenza e assoluta improrogabilità, pena il serio danneggiamento dell’interesse comune sangavinese.

Lasciando da parte posizioni dietrologiche che cercano di attribuire intenzioni a noi estranee, ci preme affermare che non esiste alcun fastidio causato dalle osservazioni della minoranza e che non a caso abbiamo accolto sue proposte quali, ad esempio, il baratto amministrativo e la convocazione di un Consiglio Comunale aperto con i vertici della ASSL Sanluri. Al contrario, auspicheremmo un coinvolgimento maggiore e una condivisione di responsabilità e doveri, pur nel rispetto dei diversi ruoli politici. Proprio questa diversità di posizione istituzionale porta il Sindaco e la Giunta intera a farsi obbligatoriamente carico di emergenze e criticità che non ammettono procrastinazioni: si tratta della democratica e quotidiana gestione della cosa pubblica, che attribuisce poteri e doveri di Maggioranza e Minoranza.

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