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Le Strade dello Zafferano di Sardegna DOP – 2018

L’edizione 2018 dell’attesissimo quanto rinomato evento enogastronomico e socioculturale dedicato all’oro rosso è venuta a riproporre per la seconda volta il progetto “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP”, che ha riconfigurato in un contesto più ampio e strutturato le precedenti mostre regionali dello zafferano, segnando il passaggio da una prospettiva prettamente localistica ad una maggiormente inclusiva nei confronti di tutto il territorio circostante.

Le Strade dello Zafferano di Sardegna DOP - 2018

Le Strade dello Zafferano di Sardegna DOP – 2018

Se infatti sono quasi 30 anni che a San Gavino Monreale si organizza puntualmente quella che è stata denominata in diverso modo, prima “Sagra dello Zafferano”, negli ultimi tempi “Mostra Regionale dello Zafferano”, l’anno scorso e quest’anno la vera grande novità è stata determinata dalla sinergia e cooperazione di San Gavino con Turri e Villanofranca, i tre paesi che vengono a costituire il triangolo produttivo dello zafferano più importante a livello nazionale. La dicitura “Le Strade dello Zafferano di Sardegna DOP” vuole indicare proprio l’estensione del raggio d’azione e delle ricadute dell’iniziativa, alludendo alle strade che attraversano il Medio Campidano per congiungere i tre paesi sardi più rappresentativi di una tradizione millenaria che pulsa nella vasta pianura sarda.

Pertanto, grazie anche alla rete creata con i nostri stimatissimi partner, Turri e Villanovafranca, il salto di qualità auspicato si è effettivamente realizzato ed è possibile affermare senza timore di smentite che quella appena svoltasi, baciata da un clima eccezionalmente favorevole, rappresenta l’edizione di maggior successo da molti anni a questa parte, come decretato dal numero dei visitatori e dall’intensità del loro coinvolgimento. L’affluenza è stata realmente straordinaria, con una vivace e partecipe fiumana di persone che si sono riversate a migliaia e migliaia nel centro cittadino, dando vita ad un memorabile momento di esaltazione del senso di appartenenza locale e animando la vetrina del nostro crocus sativus, che garantisce a San Gavino Monreale il blasone del marchio DOP e dell’unico Presidio Slow Food relativo allo zafferano in tutta Italia.

Una menzione particolare è da riservare al notevole impulso commerciale che si è dato agli esercizi pubblici sangavinesi, i quali hanno beneficiato di un volume lavorativo paragonabile solo a quello che si registra in occasione delle maggiori ricorrenze festive annuali e degli eventi di massimo richiamo. A tal proposito è eloquente il fatto che le attività commerciali siano state messe a dura prova nella loro capacità di far fronte alla domanda, trovandosi costrette a ricorrere a reiterate operazioni di rifornimento. Tutto ciò non è altro che la traduzione concreta, tangibile, del più generale e galvanizzante fenomeno in atto d’incremento esponenziale dell’autostima della nostra comunità, la quale può in questo modo essere protagonista di un rilancio tanto psicologico quanto socioeconomico.

Analogamente a quanto organizzato nei nostri due Comuni partner, le due giornate sangavinesi del 10 e 11 novembre orbitanti intorno alla spezia principe dello zafferano hanno puntato sull’agricoltura, sulla cucina, sul commercio e sulla cultura, come anticipato dal convegno apripista tenutosi a Turri il 26 ottobre e intitolato “Migrante del gusto – Zafferano di Sardegna: storia, diffusione e adattamento”. L’oro rosso è stato celebrato con visite guidate ai campi e alle aziende nella fase della raccolta con laboratori di mondatura ed essiccazione dei fiori, con l’esposizione di bulbi e stimmi, con degustazioni di piatti, dolci e prodotti a base di zafferano DOP, con seminari, dibattiti, mostre fotografiche e proiezioni di filmati.

Ma le iniziative e le attrazioni sono state svariate ed eterogenee: dal “Centro del gusto” con cantine in piazza e degustazione di vini, in presenza dei vignaioli guidati dai sommelier FISAR Medio Campidano, all’apericena e al pranzo domenicale curati dall’Istituto Alberghiero A. Volta di Arbus e dalla Pro Loco, che hanno servito oltre 300 pasti; dal tour guidato dei murales a cura dell’Associazione Culturale Skizzo, che ha raccolto circa 120 visitatori, al museo a cielo aperto di “Is Domus de su Bixinau de Oristanis”, con opere dell’artista Sergio Putzu; dall’esposizione dei prodotti di eccellenza dell’agroalimentare locale a quelle dell’artigianato, degli antichi mestieri e degli hobbisti; dall’Incontro di Poesia Giudicale con la partecipazione di autori sardi, in cui sono stati coniugati cultura, letteratura e turismo, al memorial “Uno skizzo di musica e cucina”, in cui l’Associazione Culturale Skizzo ha fuso enogastronomia, intrattenimento musicale e arte; dalla dimostrazione della lavorazione del formaggio e della ricotta all’offerta di diverse tipologie di birre da parte del birrificio artigianale “Brew Bay Beer”; dalle cortes apertas di Casa Ennas, Casa Mereu e Su Bixinau de Oristanis, con degustazioni ed artigiani al lavoro, al museo etnografico “Dona Màxima”, gestito dall’Associazione Culturale Sa Moba Sarda; dalla proposta della Slow Food Cagliari e del suo Fiduciario Raimondo Mandis, ovvero la presentazione del libro “Durches” di Giovanni Fancello, seguita da un laboratorio e degustazione di dolci tradizionali sardi allo zafferano, alla 5° Escursione dello Zafferano in mountain bike promossa dalla Monreal Bike ASD.

In materia di ringraziamenti, dunque, dobbiamo innanzitutto tener presenti i Comuni di Villanovafranca e Turri, i quali hanno trasformato in realtà, assieme a noi, il progetto “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP; il Consorzio “Sa Corona Arrubia”, che è stato altrettanto determinante per la sua riuscita, interpretando puntualmente le esigenze locali; la Slow Food Cagliari e l’autore Giovanni Fancello. Tuttavia, da un punto di vista logico questi andrebbero preceduti da quel centinaio di produttori di zafferano, sia DOP che non DOP, in assenza dei quali verrebbe meno la ragion d’essere stessa dell’evento. Un riconoscimento speciale va ugualmente alla Pro Loco, braccio destro e operativo dell’Amministrazione, e ai membri della Polizia Municipale, che hanno prestato azione di coordinazione e vigilato sull’ordine pubblico; alla Commissione Pari Opportunità, al Comitato di Santa Chiara, all’Associazione Culturale Skizzo, a Su Bixinau de Oristanis, all’Associazione Culturale Sa Moba Sarda, al Consorzio Sardo Grano Cappelli, alla Banda Musicale di San Gavino Monreale, a studenti e docenti dell’Istituto Alberghiero A. Volta di Arbus, a Susanna Sitzia per l’organizzazione dell’Incontro di Poesia Giudicale, alle Poste Italiane per l’annullo filatelico, ai sommelier FISAR Medio Campidano, al birrificio artigianale “Brew Bay Beer”, alla Monreal Bike ASD; a Giorgio Virdis e Pietro Atzori di San Gavino Monreale, Vincenzo Floris di Sardara, Daniela Oliva di Pabillonis e Ilaria Orgiu di Isili per l’allestimento di Piazza Mercato Civico; ai produttori di riso, miele e di tutto l’agroalimentare locale, ai vignaioli, agli artigiani, agli espositori e agli hobbisti; all’Ufficio Tecnico, agli operai, ai dipendenti comunali e ai volontari, che hanno fornito il supporto logistico e la manodopera. Ma in una prospettiva più ampia desideriamo esprimere gratitudine a tutto il forte associazionismo sangavinese e ad ogni singolo cittadino che, con spirito di accoglienza, con dinamismo e laboriosità, ha dato benvenuto agli ospiti, sorridendo nell’aprire case e cortes o nel presentare i propri prodotti. Un ultimo ringraziamento, poi, lo dedichiamo a tutte quelle associazioni che, pur non avendo potuto partecipare per ragioni di diversa natura, hanno comunque dimostrato buona volontà e disponibilità nel proporsi ed offrire il proprio aiuto.

Infine, lungi dal riposare sugli allori, siamo ben consci che i margini di miglioramento sono sempre numerosi, oltre al fatto che le nostre ambizioni per il futuro sono ancora più grandi. Per questo motivo continueremo incessantemente ad impegnarci per espandere il mercato legato allo zafferano, per consolidare il marchio DOP e perfezionare la macchina organizzativa legata alla mostra regionale: il più recente esempio è fornito dall’aver destinato 5/6 ettari di terreni ad uso civico alla coltivazione dello zafferano, nella speranza di vedere presto implementata la sua produzione. Un altro scenario da esplorare, che reputiamo intrigante e la cui concretizzazione affidiamo alle future edizioni, è certamente quello del connubio dello zafferano con il corallo, altra prestigiosissima tradizione sarda: in questo modo si creerebbe un’associazione virtuosa tra i “due ori rossi” isolani.

Diamoci appuntamento fin da ora per l’edizione 2019 e arrivederci al prossimo evento a dicembre con il consueto mercatino natalizio: il percorso intrapreso è quello giusto per prosperare insieme come comunità.

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