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Intervista a Stefano Altea, candidato alle prossime Elezioni Regionali

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del nuovo Presidente della Regione Sardegna si avvicinano e si profila una corsa a cinque, con i tre candidati già noti – Andrea Murgia per Autodeterminatzione, Massimo Zedda per il centrosinistra e Christian Solinas per il centrodestra – e i due, del Movimento Cinque Stelle e del Partito dei Sardi, che ancora devono essere decisi tramite una votazione online.

San Gavino Monreale nelle elezioni del 2014 non ha espresso alcun consigliere. Come auspicato già un mese fa nell’articolo del 7 novembre, la speranza è di invertire la tendenza nel 2019. L’assenza di consiglieri regionali sangavinesi, infatti, si è sentita parecchio, con pesanti ricadute sul nostro territorio.

Un’altra legislatura senza consiglieri sangavinesi in Regione sarebbe una sconfitta per tutta la comunità.

In attesa di conoscere tutti i candidati (o aspiranti tali) del nostro paese, molti dei quali ancora non hanno voluto scoprire le carte, abbiamo raggiunto e intervistato Stefano Altea, 38 anni, avvocato, che è stato il primo sangavinese (e per il momento l’unico) ad aver dichiarato la propria candidatura, mediante la propria pagina Facebook e aprendo un sito web personale in cui ha esposto il proprio manifesto programmatico.

Intervista a Stefano Altea, candidato alle prossime Elezioni Regionali

Intervista a Stefano Altea, candidato alle prossime Elezioni Regionali

Ecco le nostre domande per saperne di più.

Buongiorno Stefano. Domanda d’obbligo: come mai hai deciso di “scendere in campo” in politica per la prima volta?
Svolgendo la mia professione sono a contatto quotidiano con i problemi delle persone e imprese del territorio. Mi sono sentito in dovere di dare il mio contributo per migliorare le condizioni del Medio Campidano e credo che, in base al percorso di studi e lavorativo, posso avere gli strumenti tecnici per rappresentare al meglio le istanze della zona.

Quali sono gli obiettivi/battaglie che vorrai portare in consiglio regionale?
Alcune battaglie sono quelle comuni del partito dei riformatori Sardi coi quali concorrerò alle elezioni, ovvero la prosecuzione della battaglia per l’introduzione del principio di insularità all’interno della Costituzione; il riconoscimento alla Sardegna delle accise sui prodotti petroliferi lavorati in Sardegna. Per quanto riguarda gli interventi specifici sul territorio: i temi principali sono il miglioramento della Sanità, con la realizzazione del nuovo ospedale del Medio Campidano con sede a San Gavino e il potenziamento dei servizi in tutti i comuni del circondario; una posizione fondamentale sarà rivestita dall’agricoltura, con tutte le sue infinite implicazioni e ricadute; ultimo, ma non per importanza, lo sviluppo del turismo balneare e culturale.

Ti candidi tra le fila dei Riformatori. Come mai questa scelta?
Ho conosciuto il partito dei Riformatori Sardi da circa un anno in quanto sono stato chiamato, in qualità di giurista esperto nel campo del diritto dell’Unione Europea, a far parte del comitato scientifico per il referendum sull’insularità. In quella sede ho potuto constatare la serietà di un partito composto da persone affermate nel loro lavoro, che fanno politica per passione e non per interessi egoistici.

Alle ultime elezioni regionali l’affluenza si è fermata al 52% circa. Si può affermare che l’sstensionismo è il grande nemico da battere?
Sì, purtroppo lo è. Però queste elezioni devono dare una svolta positiva alle condizioni della Sardegna. Per questo il mio invito rivolto a tutti – soprattutto ai più giovani – è di andare a votare in massa, per essere artefici del proprio futuro. Abbiamo infinite potenzialità e solo una politica virtuosa può esaltarle al meglio: per realizzare questo obiettivo è necessaria la partecipazione di tutti e una rappresentanza più ampia possibile in seno al consiglio regionale.

Sei quello che si potrebbe definire un “esordiente” della politica. Ti senti pronto?
Fare l’Avvocato significa tutelare gli interessi delle persone e mediare spesso tra interessi contrapposti. Inoltre per poter far funzionare al meglio una macchina amministrativa quale è la regione senza essere succubi dell’apparato burocratico, è essenziale una competenza tecnica che il mio percorso di studi certamente può garantirmi.

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