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Elezioni Regionali 2019. L’astensionismo è il grande nemico da battere? Vi spieghiamo perché è necessario votare.

In un articolo pubblicato un mese fa, all’indomani delle prime indiscrezioni sulle Elezioni Regionali del 24 febbraio 2019, abbiamo affermato che probabilmente il più grande “partito” sarà quello dell’astensionismo.

Persone deluse dai partiti, dai propri rappresentanti scelti con entusiasmo alle precedenti elezioni oppure semplicemente elettori rassegnati al “il mio voto non cambia nulla, sono tutti uguali”. Questo trend non è nuovo: già per le elezioni regionali del 16 febbraio 2014 l’affluenza si fermò ad appena il 52 % con una flessione del -15% rispetto alla tornata precedente.

Elezioni Regionali 2019. L'astensionismo è il grande nemico da battere? Vi spieghiamo perché è necessario votare.

Elezioni Regionali 2019. L’astensionismo è il grande nemico da battere? Vi spieghiamo perché è necessario votare.

Assistiamo quindi a un’emorragia costante di votanti che, la domenica in cui si vota, decidono di restare a casa. Questo è deleterio per la democrazia in generale e lo diventa ancora di più – in un ambito circoscritto come quello sangavinese – in occasione delle Elezioni Regionali.

Perché? Semplice: perché non votando, aumentano le probabilità di non vedere eletto un candidato del nostro paese, che ci rappresenti, che curi gli interessi della nostra comunità, che si impegni quindi a portare fondi e benessere per San Gavino Monreale. Non votando, quindi, facciamo il gioco dei paesi limitrofi, che sono sempre stati più bravi di noi a mandare in Consiglio Regionale rappresentanti che poi – di San Gavino – si sono sempre dimenticati (se non a ridosso delle elezioni).

E sono tante le battaglie che andranno affrontate per riportare al centro del Campidano un paese che si sta vedendo “scippato” dai paesi limitrofi di tantissimi servizi. Il peso politico di San Gavino Monreale è ai minimi termini dopo 5 anni senza rappresentanti nel consiglio regionale, col risultato che la nostra cittadina è diventata marginale, subalterna a paesi come Sanluri, Guspini o Villacidro, i cui cittadini sono stati più accorti nell’eleggere concittadini più o meno noti.

Per questo l’appello è quello di andare a votare e – possibilmente – sfoderare un po’ di sano campanilismo anche alle urne.

È richiesto un atto di fiducia verso un concittadino, certamente, e in questi tempi incerti non è cosa semplice. Ma il compito degli elettori e della libera informazione, sarà anche quello di vigilare sull’operato dell’eventuale consigliere eletto, sottoporre le istanze della comunità e chiedere conto dei risultati. Noi saremo qui, come sempre, a farlo per tutti voi.

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