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Riforma delle scommesse sportive, cosa aspettarsi dalla crisi di governo

Dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avvenute l’8 Agosto scorso, l’Italia si è ritrovata in una situazione politica alquanto difficile che ha messo a repentaglio tutte le misure presentate, nonché approvate, nei mesi precedenti. 

Riforma delle scommesse sportive, cosa aspettarsi dalla crisi di governo

Riforma delle scommesse sportive, cosa aspettarsi dalla crisi di governo

Molte delle nuove normative incluse nel Decreto Dignità avevano a che fare con il mondo delle scommesse sportive e portavano con sé cambiamenti importanti

In questo articolo cercheremo di far luce sulla situazione attuale e capire cosa aspettarsi dal futuro.

Grande confusione politica.

A seguito della proclamazione di Salvini in Agosto, la coalizione 5 Stelle – Lega Nord è giunta al termine ed ha portato alle dimissioni di Conte creando una nuova crisi di governo. Le seguenti consultazioni iniziate da Mattarella, Presidente della Repubblica, non hanno ancora dato frutti e, al momento della stesura di questo articolo, non si ancora di preciso cosa aspettarsi dai prossimi mesi di politica italiana. 

Per ora, la Lega, unita agli altri partiti di centrodestra mirano ad elezioni anticipate mentre il Movimento 5 Stelle appare molto diviso internamente e indeciso sulla linea da seguire.

Cosa cambierà per il settore delle scommesse sportive.

Una delle questioni fondamentali inserite nell’ultima Legge di Bilancio era il Decreto Dignità che riguardava il gioco d’azzardo con enfasi sul settore delle scommesse sportive e il loro legame a volte troppo stretto con squadre professionistiche oltre alla elevate presenza pubblicitaria su tutti i media tradizionali e online. I cambiamenti introdotti nel Decreto Dignità, presentato nel 2018 e già approvato, prevedevano lo stop alla pubblicizzazione in qualsiasi formato di bookmaker, il blocco alle sponsorizzazioni sportive ed altre misure atte a bloccare l’arrivo di operatori stranieri sul mercato italiano per proteggere gli operatori azzurri, come Marathonbet, e per assicurarsi che la tassazione del gioco rimanesse in Italia.

Queste novità avevano fatto preoccupare le aziende del settore e gli addetti ai lavori poiché il denaro che gira intorno ai contratti di sponsorizzazione e pubblicità è davvero tanto fino a portare l’Authority a dichiare le norme inconstituzionali. 

I problemi continuano anche a causa delle linee guida per i bookmaker pubblicate da AGCOM e successivamente ritenute troppo permissive dal Sottosegretario al Tesoro Alessio Villarosa che, in una circolare ministeriale, ha proposto trattamenti molto diversi. A seguito della crisi di governo, la circolare è stata bloccata e non risulta essere valida a livello legale.

Cosa ne pensano gli esperti.

La circolare di Villarosa avrebbe limitato di molto le possibilità per i bookmaker di aggirare le restrizioni imposte dal Decreto Dignità. Giulio Coraggio, legale rappresentante dello studio DLA Piper, esperto nel settore delle scommesse sportive, ha commentato la situazione descrivendo come le parole scritte da Villarosa prevedessero sanzioni pesantissima per gli operatori del settore fino alla sospensione della licenza. Coraggio ha continuato specificando però che al momento tutto rimane fermo poiché la circolare non è in vigore e le aziende del settore sperano vivamente non lo sarà mai. 

Al momento insomma la situazione rimane molto complicata e ricca di polemiche sia da parte dei politici che degli addetti ai lavori. La speranza è quella che si possa trovare velocemente una soluzione pacifica dato che il settore del betting genera introiti erariali importanti per le casse del Governo nonché migliaia di posti di lavoro ogni anno.

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