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giovedì, Luglio 9 2020

XRP: cos’è e quanto vale?

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XRP è la criptovaluta creata dalla rete Ripple (nello specifico da Chris Larsen e Jed McCaleb) e utilizzabile soltanto all’interno di essa. Il valore di XRP è variabile ma fisiologicamente tendente al rialzo, esattamente come tutte le altre monete digitali. Inizialmente, furono immessi sul mercato 100 miliardi di XRP, senza possibilità di creare ulteriore base valutaria. Il sistema di Ripple venne progettato in modo da decrementare progressivamente la sua disponibilità (asset “scarso”). La criptovaluta XRP è attualmente la terza per capitalizzazione di mercato, nonostante vada specificato come si tratti di una moneta digitale con caratteristiche molto differenti rispetto alle altre.

XRP: di cosa si tratta e come funziona?

Il sistema Ripple nacque nel 2013 e nel corso del tempo si è affermato come l’alternativa principale a Bitcoin e Ethereum. Si tratta di una criptovaluta alternativa, basata su una tecnologia che consente agli istituti bancari di trasmettere pagamenti in tempo reale utilizzando uno speciale canale finanziario. Pertanto, non si tratta di una semplice moneta, ma di un ben più complesso strumento finanziario utile ad inviare pagamenti rapidi e a basso costo. Ne conseguono costi di transazione e di back office più bassi del normale e nuove opportunità d’investimento. Attualmente, molte delle banche internazionali più note lavorano con la moneta appartenente alla rete Ripple. Il sistema che permette le transazioni economiche è open source ed il suo obiettivo dichiarato è ridurre i ritardi e abbattere le commissioni.

Perché investire in XRP?

Investire nella criptovaluta di Ripple, il cui simbolo è XRP, è un’operazione sicura, in quanto il network è utilizzato da numerosi istituti bancari. La quotazione della moneta è in costante aumento, seppur con fisiologici alti e bassi. L’andamento è simile a quello delle altre “cryptocurrencies”, basti pensare alla capitalizzazione di mercato, al prezzo e al suo valore intrinseco. L’attuale tendenza al ribasso fa parte di un quadro di fondo ribassista, che fa da contraltare a quanto accaduto in precedenza, quando l’aumento sostenuto e pluriennale del prezzo di Ripple era dovuto principalmente all’interessamento delle banche a questa criptovaluta. Al momento, sono più di 15 le grandi banche internazionali che investono nel network di Ripple. Il business relativo alla ricezione e all’invio dei pagamenti digitali è un mercato in costante aumento (in grado di fruttare oltre 450 miliardi di dollari l’anno) e il sistema Ripple sta moltiplicando le partnership con istituti finanziari di notevole importanza.

Il futuro di Ripple

Buona parte degli analisti finanziari è convinta che XRP sia una delle critpovalute più interessanti in termini di rendimento. E la domanda che si stanno facendo in tanti è: quanto grande potrebbe diventare Ripple? Impossibile prevederlo, sebbene appaia evidente come la società stia tentanto di scalzare SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications), l’attuale standard impiegato dalle banche per trasferire denaro. Tuttavia, è necessario sottolineare come SWIFT sia soltanto un servizio di messaggistica che permette alle banche di comunicare utilizzando la rete omonima. In sostanza, SWIFT è più che altro un intermediario. Ripple sembra voler affrontare (e battere) SWIFT garantendo transazioni finanziarie più rapide (impiegando pochi secondi) e a buon mercato. Ciò sta spingendo molti istituti finanziari a sostituire SWIFT con Ripple. Ma cosa accadrebbe se Ripple diventasse lo standard più diffuso? Secondo i bene informati, soppiantare SWIFT sarebbe soltanto l’inizio di un percorso molto più ambizioso. Il passo successivo potrebbe essere l’ingresso in un altro mercato molto ricco, quello delle carte di credito. A tal proposito, molti analisti sembrano sicuri che Ripple possa diventare a tutti gli effetti una nuova Amazon. E ciò non farebbe altro che favorire l’aumento di valore della sua valuta (XRP).

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