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mercoledì, 28 Ottobre 2020

Un contributo dagli “artigiani” del 3d digitale: visiere protettive con stampa 3d

Emergenza sanitaria

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Si susseguono i tentativi di fornire un contributo all’emergenza coronavirus da casa, da parte di privati cittadini o ditte. In particolare in Sardegna, data la grave carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI), cresce la creatività e la collaborazione per produrre mascherine (ad esempio, per opera di numerose sarte attive nel nostro territorio) e visiere.

Quella della stampa 3d è una tecnica (relativamente) recente che consente di produrre oggetti tridimensionali a partire da un oggetto 3d digitale. Per la realizzazione di oggetti di questo tipo è necessario uno specifico software e, naturalmente, una stampante 3d.

La settimana scorsa era apparsa sul Fatto quotidiano una notizia dal Bresciano che riguardava la stampa in 3d delle valvole per i respiratori, uno dei possibili modi utili con cui utilizzare la stampa 3d.

Alcune persone nell’isola che lavorano in questo ambito si sono già attrezzate per realizzare in questa maniera delle visiere protettive e hanno messo a disposizione online anche dei tutorial, come quello presentato sul sito: www.3dmaker.systems/blog/visiera-facciale-protettiva-3dmaker/ dove leggiamo: “Prendendo spunto da una serie di idee e progetti trovati in rete abbiamo cercato un modo facile e veloce per costruire una maschera facciale protettiva destinata agli operatori sanitari. Da una rapida inchiesta su vari gruppi Facebook (non necessariamente di stampa 3d) è emersa una situazione veramente disperata: tanti operatori sanitari, volontari del soccorso, operatori del commercio hanno chiesto informazioni e confermato la non disponibilità in commercio di una simile protezione facciale.”

Segnaliamo a tal proposito l’avviso di Antonio Onidi che due giorni fa su Facebook ha annuciato: “Chiedo a chi è più esperto di me o del settore, possono davvero essere utili queste protezioni? C’è la possibilità di produrle velocemente e a basso costo mediante la stampa 3d, ma mi chiedo se davvero servono e sono utilizzate (nel settore medico, assistenza, protezione civile, associazioni soccorso, etc.).” Il prototipo utilizzato da Onidi è quello di Pruza, riportato qui www.prusaprinters.org/prints/25857-protective-face-shield-rc1/comments

Ecco una galleria fotografica con il modello stampato da Antonio Onidi, che prende spunto da vari progetti trovati in rete, ma è stato completamente ri-disegnato, nella speranza di renderlo più facile da stampare e produrre. I file e le info del progetto sono rilasciati sotto licenza pubblica “CC creative commons, attribuzione – Non Commerciale 3.0 (CC BY-NC 3.0)” quindi utilizzabili liberamente e gratuitamente per scopi non commerciali. 

Occorre dunque capire fino a che punto queste visiere potranno essere utilizzate da chi, in questi giorni, si trova necessariamente a contatto con pazienti affetti da Covid-2019. Sul sito 3dmaker infatti leggiamo la precisazione: “l’oggetto in questione non è un presidio medico certificato per cui il suo uso è lasciato a discrezione dell’utilizzatore”.

Intanto, sul “versante opposto” circolano annunci (in questo caso fuori dall’Italia) da parte di chi è in cerca proprio di stampatori 3d in grado di fornire questo tipo di visiere. Insomma, sembra proprio che a qualcuno possano essere utili per davvero.

Il proposito ci sembra buono: speriamo che sia confermata presto anche la sua utilità e che si possano moltiplicare nell’isola le iniziative di questo genere!

La.F.

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