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domenica, 24 Gennaio 2021

Sardegna, cala il numero dei positivi, si va verso la riapertura?

Emergenza sanitaria

Da qualche giorno stiamo osservando, con un pizzico di ottimismo in più, i dati della Protezione Civile sull’emergenza sanitaria da Covid-19. Se a livello nazionale i dati sono in miglioramento, ma ancora da bollettino di guerra, in Sardegna la situazione è decisamente migliore.

I dati pubblicati ieri, e il relativo grafico esplicativo, conferma un trend di “discesa” della curva dei positivi al coronavirus, tanto da iniziare a far pensare – ai tanti addetti ai lavori, dagli amministratori ai commercianti – alla data di riapertura delle attività. La deadline attuale è stata fissata al 4 maggio, data in cui dovrebbero iniziare a riaprire alcune tipologie di attività pubbliche e private.

Nell’aria l’ipotesi di una ripartenza scaglionata non solo per codice Ateco, ma anche per Regioni. La conferma arriva dal Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che ha ipotizzato una “regionalizzazione delle aperture” partendo dalle “zone con un numero inferiore di persone positive”. La Sardegna rientra proprio in questa categoria, con un trend dei contagi sempre al di sotto della media nazionale e che ora è in ulteriore ribasso.

Gli esperti dell’Istituto Superiore della Sanità basano i calcoli sul cosiddetto R0 (ossia l’indice di contagiosità): se questo indice è inferiore a 1, significa che ogni persona contagiata ne infetta meno di una, e il virus è quindi destinato a estinguersi. nei prossimi giorni dovrebbe essere stilata una lista con l’R0 calcolato per ogni singola Regione. Questo aiuterà il Governo a prendere eventuali decisioni su base territoriale. Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ha intanto lanciato l’idea di un “passaporto sanitario” utile a “prevenire un contagio di ritorno con la graduale riapertura di porti e aeroporti ai passeggeri”.

Tutte queste ipotesi vanno soppesate anche in funzione del potenziale disastro economico che seguirà l’emergenza sanitaria. In Sardegna la situazione delle piccole attività era terribile anche prima della pandemia: tra gennaio e marzo sono state registrate 2.457 aperture di nuove aziende e 3.089 chiusure con un saldo negativo di 632 imprese in meno.

Questi numeri rischiano di diventare molto più alti se non si consentirà una riapertura almeno parziale in tempi rapidi. Occorre una strategia e tempi certi, affinché i commercianti e i professionisti possano organizzarsi e prendere le adeguate misure di sicurezza per la tutela della salute personale e dei clienti. Ma una situazione di incertezza come quella attuale, in cui non si sa come e quando potranno riaprire i battenti migliaia di attività sarde, rischia di portare a un disastro economico e sociale senza precedenti.

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