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sabato, 27 Novembre 2021

Pesca sportiva sì o no? La Regione Sardegna smentisce se stessa

Emergenza sanitaria

Si può pescare in Sardegna o no? Nelle ultime due settimane, in seguito al DPCM del 26 aprile di Giuseppe Conte e all’ordinanza regionale di Christian Solinas del 2 maggio, si è parlato molto della pesca amatoriale e sportiva, tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

A livello regionale, infatti, non era chiaro (e non lo è tutt’ora) se fosse consentito o meno, in particolare per gli amatori. Una prima interpretazione suggeriva la possibilità di pescare con la licenza di pesca (o con tesserino gratuito rilasciato dal Ministero delle politiche agricole e forestali, facilmente ottenibile anche dal web), ma restavano non pochi interrogativi legati all’accesso alle spiagge (vietato dall’ordinanza Regionale).

Ieri, con protocollo n. 13733 del 08/05/2020 la Regione Sardegna, mediante la Direzione Generale degli Enti Locali e Finanze ha inviato a tutti i sindaci sardi una circolare chiarificatrice (almeno negli intenti) in cui si autorizzava la pesca sportiva anche dalle spiagge (e non solo dalle imbarcazioni). Secondo la circolare, pur permanendo il “divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento personale”, in presenza dell’attuale situazione di emergenza, per i pescatori sportivi che svolgono tale attività dalla battigia si tratta di una deroga alla più generale norma che limita la pesca sulle spiagge. Visto infatti il divieto di accedere ai litorali per la balneazione, “non sussiste alcuna ragione per ritenere efficaci quelle limitazioni all’esercizio della pesca (in rapporto a stagione, luogo e orario) che, in condizioni di normalità, sono motivate dalla sola esigenza di sicurezza nei confronti dei bagnanti”.

“Conseguentemente – leggiamo nella circolare – deve ritenersi che il richiamato art. 24 dell’Ordinanza 20/2020 del Presidente della Regione Sarda dispone che, finché perdura la sospensione dell’accesso del pubblico alle spiagge, l’attività di pesca per fini ricreativi, turistici o sportivi in mare è consentita nell’intero territorio regionale, senza le limitazioni di spazio e di tempo ordinariamente previste ad esclusiva tutela dell’incolumità fisica dei bagnanti”.   

Tutto chiaro? Fin qui sì. Anche l’Ansa ha ripreso la notizia “Regione, ok accesso in spiagge per la pesca” che pareva mettere tutti d’accordo. Tutti, tranne la Regione Sardegna con… se stessa!

Nella tarda serata di ieri è infatti arrivata una nota dalla Direzione Generale della Presidenza della Regione che smentisce categoricamente quanto asserito dalla Direzione Generale degli Enti Locali e Finanze, invitando il ritiro in autotutela della circolare n. 13733 del 08/05/2020, in quanto “l’interpretazione autentica del contenuto dell’Ordinanza è competenza esclusiva del Presidente della Regione”.

Ancora una volta, dunque, siamo al caos istituzionale. E i sindaci, quindi, dovrebbero riaprire con loro ordinanze comunali in mezzo a tutto questo marasma? L’unica certezza è che gli amministratori locali sembrano gli unici ad avere un po’ di buonsenso, attendendo con fiducia sempre maggiore le comunicazioni degli organi superiori.

Non ci resta dunque che aspettare una nuova ordinanza regionale che regoli – senza ambiguità – le regole sulla pesca in Sardegna.

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