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San Gavino Monreale
sabato, 27 Novembre 2021

Qualche dato in più sulla carenza di pediatri di libera scelta in Italia

Emergenza sanitaria

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una lettera di genitori di San Gavino Monreale che, in seguito al pensionamento del pediatra Dott. G. Vacca, si sono ritrovati a dover scegliere tra l’unico pediatra disponibile a San Gavino o un pediatra al di fuori del Comune. Abbiamo però anche osservato la situazione nel Medio Campidano e fatto notare che, nei paesi limitrofi, il numero di pediatri non è diverso. Ci siamo quindi interrogati su quanto accade a un livello ancora più esteso: cosa accade in Regione e nella penisola?

Carenza di pediatri. Secondo un documento relativo all’assistenza sanitaria di base/distrettuale (Annuario statistico del SSN, anno 2017, cioè l’ultimo aggiornamento fornito dal MIUR), ciascun pediatra convenzionato può accogliere, in media, in Italia, sino a 800 pazienti. Il numero dei bambini per pediatra, però, è, praticamente in tutte le regioni Italiane, anche se con significative differenze tra le regioni, superiore a 800. La media in Sardegna è di 864 bambini per pediatra, praticamente 64 bambini in più per ogni pediatra rispetto alla quota limite. In breve, significa che in Italia ci sono meno pediatri di quanti sarebbero necessari.

Cifre ufficiali e dati reali. C’è anche un altro dato, e cioè che in media nessun pediatra raggiunge la soglia limite, dato che molti genitori (si legge per ovviare alla “carenza di medici pediatri”!) possono iscrivere i propri figli presso il medico di base anziché nelle liste del pediatra. Come risultato, il numero effettivo di iscritti è sempre inferiore a 800: in Sardegna, ad esempio, la media di iscrizioni per pediatra è di 766, cioè in media 100 bambini per pediatra vengono registrati presso il medico di base. Inoltre, sappiamo tutti che, proprio a causa di questi disagi, si preferisce solo formalmente registrare i bambini o dal pediatra o dal medico generico (intendiamoci: per quando ci serve “solo una ricetta”), ma di fatto si fanno fare le visite vere e proprie presso uno specialista a pagamento. Questa, ovviamente, è un’assurdità, dato che si pagano prima le tasse per avere un pediatra e poi pure la visita specialistica che dovrebbe essere anche quella una scelta volontaria (ci piace quel medico, dobbiamo fare esami specifici, abbiamo urgenze, ecc.) e non il frutto della disperazione perché non si sa dove andare e il sistema convenzionato è carente.

Sostituzioni solo parziali. Un ultimo dato, relativo alle sostituzioni di personale sanitario in seguito a pensionamento: in generale, tutte le categorie sanitarie non vengono sostituite al 100%, ma la categoria dei pediatri è quella messa peggio. La tendenza infatti è di sostituire circa il 50% dei pediatri andati in pensione. Quindi, dato il quadro generale, le speranze che, a San Gavino, il Dott. Vacca appena andato in pensione sia sostituito con un secondo pediatra sono pochissime.

Perché firmare la lettera. Ma forse varrebbe davvero la pena tentare esprimendo il proprio disagio attraverso la lettera alla ASL proprio perché la situazione è questa e perché l’emergenza coronavirus insegna che il personale sanitario, a tutti i livelli, non può e non deve mancare. Si tenga conto che la richiesta delle madri e dei papà va incontro anche agli stessi pediatri e medici di base (convenzionati), perché ne allegerisce il carico in un periodo particolarmente pesante, difficile, stressante per tutti.

La.F.

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