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mercoledì, 5 Agosto 2020

Casinò in Sardegna, un azzardo per rilanciare l’economia?

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In un periodo di crisi economica globale, come quello post-Covid, ci sono settori come quello del gioco d’azzardo che invece non conoscono flessione. In tutta Italia infatti, le piattaforme di gioco con puntate in denaro continuano a registrare cifre d’incasso importanti. Non a caso, i DPCM della “Fase 2” hanno fatto ripartire tabacchi e monopoli di Stato, oltre lotto e superenalotto, prima di moltissime altre attività produttive.

Come mai? Scommettere è un passatempo che affascina molti italiani, grazie al sogno di una vincita “che possa cambiare la vita” che rimane chiuso nel cassetto di tanti. Una nostra inchiesta di qualche anno fa stimava in 424 € pro capite la spesa nelle slot machine nel solo comune di San Gavino Monreale. Questi numeri, da soli, rendono di più facile lettura la fretta del Governo Italiano di far ripartire le Lotterie di Stato, che fruttano alle casse nazionali circa 100 miliardi di euro annui, pari al 5% del prodotto interno lordo. Solo in Sardegna si registra circa un miliardo e mezzo di euro annui spesi nel gioco d’azzardo, soldi che arrivano principalmente dalle slot machine ormai diffuse in tantissimi bar e locali specializzati.

Numeri impressionati, se si pensa che in Sardegna non esistono casinò “fisici”. L’idea dell’apertura nella nostra isola di strutture dedicate agli appassionati della roulette risale a diversi anni fa e ancora fa discutere. Sicuramente il trend del settore finora è stato quello di invogliare gli utenti a giocare solo nei casino online sicuri, evitando le piattaforme non conformi alle normative sul gioco d’azzardo. Su questa pagina, ad esempio, sono elencati i migliori casino online per payout e affidabilità.

Sulla location del primo casino sardo si sono rincorse diverse voci e ipotesi. Già nel 2009, l’allora ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, aveva proposto la realizzazione di ben 30 casino nell’isola, uno per ogni albergo a cinque stelle. Se da un lato la proposta venne ben accolta come escamotage per aumentare il fascino degli alberghi di lusso, d’altro canto suscitò non poche polemiche tra gli addetti ai lavori. L’idea, infatti, restò tale e non venne mai messa in pratica.

L’ipotesi di creare una piccola Las Vegas nel centro del Mediterraneo però non è mai tramontata: gli yacht dei petrolieri arabi e russi, unito al forte richiamo della Costa Smeralda verso i turisti più facoltosi, tengono sempre in auge l’idea. Tra le ipotesi più futuristiche e affascinanti, anche da un punto di vista legislativo, quella di creare un casinò galleggiante: una nave intera, che circumnavigherebbe l’Isola, dedicata alla roulette, al poker, al backjack e alle slot machines, con la possibilità di pernottamento e di sbarco nelle più belle spiagge della Sardegna. Si unirebbe così il richiamo per il turismo naturalistico e quello ludico. La nave attraccherebbe poi nei vari porti della Sardegna, da Cagliari ad Arbatax, da La Maddalena ad Porto Torres, da Alghero a Oristano, per coprire tutti i 1.849 chilometri di coste sarde.

Anche se questo progetto non trova al momento armatori disposti a finanziarlo, soprattutto ora che la stagione turistica è a repentaglio a causa dell’emergenza coronavirus e che buona parte delle prenotazioni per giugno sono state annullate da mesi, il sogno nel cassetto resta, per i molti appassionati della tipica “vacanza smeralda” tra champagne, barche di lusso e residence milionari. Il gap tra la Sardegna e altre regioni a vocazione turistica che offrono non solo bellezze naturali, ma anche opportunità di svago alternative (soprattutto quelle che svuotano le tasche ai visitatori) rimane elevato, soprattutto se confrontate con le regioni del Nord, come Liguria e Valle d’Aosta, che seppur in modi molto differenti, sanno attrarre viaggiatori facoltosi da ogni parte del mondo.

Un modello che in molti vorrebbero replicare in Sardegna, ma che finora ha trovato molta resistenza. Come mai? Probabilmente sia per un fattore culturale, sia per la forte opposizione di chi teme che un territorio con un reddito medio molto basso, rispetto al resto d’Italia, possa risentire della presenza di un casinò.

Sindacati e associazioni dei consumatori, infatti, invitano a non sottovalutare i danni creati dal gioco d’azzardo praticato senza i dovuti accorgimenti: la ludopatia è un male subdolo che interessa migliaia di persone solo in Sardegna. L’illusione di una fonte di guadagno “facile” infatti, e l’adrenalina dovuta al rischio, può portare molte persone sul lastrico, in un tunnel in cui ci si allontana da famiglia, amori e amicizie. Per questo motivo è sempre bene ricordarsi di moderarsi col gioco, magari con qualche escamotage (ad esempio, fissare un tetto di spesa massimo mensile) per evitare di ingrossare le fila delle migliaia di vittime del gioco irresponsabile e senza limiti.

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