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San Gavino Monreale
mercoledì, 28 Ottobre 2020

Che fine ha fatto il Servizio di Diabetologia? Parola ai pazienti

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Che fine ha fatto il Servizio di Diabetologia dell’Ospedale di San Gavino Monreale? Ci siamo fatti questa domanda due giorni fa ma nessuno ha saputo (o voluto) rispondere alla domanda.

Al momento non abbiamo ricevuto alcun documento ufficiale che possa aiutarci a districarci in una giungla di dichiarazioni, accuse, rassicurazioni e promesse. L’unica prova “scritta” è il sito della ASSL Sanluri dove si legge chiaramente che San Gavino avrebbe perso il servizio in favore del Poliambulatorio di Sanluri.

Per capire meglio la situazione, abbiamo contattato Mattia Orrù, paziente diabetico nonché Presidente del FAND del Medio Campidano Onlus, per capire come stia funzionando il servizio per le migliaia di utenti del territorio.

Buongiorno Mattia. Il sito della ASL, sezione Diabetologia, evidenzia 4 medici a Sanluri e un numero indefinito a San Gavino. I vertici ATS avevano rassicurato tutti, dicendo che a San Gavino il servizio sarebbe rimasto invariato. Da pazienti, che situazione avete riscontrato?

Sì, nella pagina della diabetologia del sito della ASSL vi è scritto che da lunedì 13 luglio 2020, cercando i recapiti dei vari medici o delle infermiere si trovano due sezioni: una che parla del servizio di diabetologia di Sanluri dove si trovano quattro medici, che prima erano qua a San Gavino, e una voce ‘infermiere’, anche loro ex-personale dell’ospedale di San Gavino. Invece, nella sezione del sito dedicata al servizio di San Gavino si trova un generico “medico” e un generico “infermiera”. Se si prova a contattare il numero dell’infermiera indicato nella pagina (quando si riesce perché la linea è intasatissima) la povera signora, che non sta più facendo l’infermiera ma la centralinista, risponde al telefono e informa i pazienti riguardo l’impossibilità di essere serviti a causa della saltuaria presenza di personale medico nella sede ospedaliera di San Gavino. Dunque, l’infermiera in questione non può fare altro che fornire al paziente un ulteriore numero di telefono da contattare: quello delle infermiere di Sanluri, esse stesse disorientate dalle richieste del nuovo ambiente lavorativo. Un paziente che vorrebbe essere servito qui a San Gavino non può, dal momento che tutti gli appuntamenti sono spostati verso la sede di Sanluri. Inoltre, quando i pazienti provano a recarsi fisicamente in ospedale non ricevono comunque assistenza perché non è consentito l’accesso senza un appuntamento. Il servizio qua a San Gavino praticamente non esiste più in quanto è stato smembrato e trasferito a Sanluri; il tutto è accompagnato da notevoli disagi che noi avevamo più volte previsto nonché dalle innumerevoli lamentele che stiamo ricevendo per la situazione attuale. Dai vertici ATS, da parte dei politici locali e dai vertici dell’ospedale di San Gavino ci sono state varie rassicurazioni, come dalle parole del dottor Carboni in sede dell’ultima convocazione della conferenza socio sanitaria, durante la quale ha affermato: “Il servizio di diabetologia qua a San Gavino rimarrà così com’è” ma così non è stato. Questo, infatti, non esiste praticamente più. Per tale motivo, ci siamo sentiti presi in giro perché da quel momento in poi non abbiamo avuto notizie né dai vertici ATS né dai politici locali e, adesso ci troviamo in una situazione tale per cui dobbiamo adeguarci ad una decisione che, secondo la popolazione del Campidano, avrà conseguenze disastrose.

Avete inviato delle lettere a politici e istituzioni di ogni livello. Sindaci, consiglieri e assessori regionali. Avete avuto delle risposte concrete?

Sì, abbiamo mandato innumerevoli lettere ai politi locali e ai politici regionali. Inizialmente, interagivamo in particolar modo con i politici della conferenza socio-sanitaria ed il presidente della conferenza, nonché sindaco di San Gavino, rispondeva a tutte le nostre email, messaggi, chiamate ed era sempre pronto a darci una mano e ad esporsi in occasione delle iniziative da noi proposte o dai suoi colleghi sindaci. Nonostante questo, in seguito all’ultima conferenza socio-sanitaria si è tenuto in contatto con noi solo i due giorni seguenti, diventando così indifferente alla nostra causa. Nell’ultimo periodo, appunto, visualizza i messaggi e non ci risponde. Fortunatamente, abbiamo qualche comunicazione frammentaria da parte di altri sindaci, che spero vivamente possano continuare ad appoggiarci in questa nostra piccola ma grande battaglia che ancora non è finita. A livello regionale, abbiamo mandato ad ognuno dei vari componenti del consiglio e al presidente del consiglio regionale Pais, una lettera. Abbiamo, poi, ottenuto il sostegno del consigliere regionale Cera, nonché sindaco di San Nicolò D’Arcidano, che si è espresso con parole di conforto e di perplessità nei confronti l’Assessore alla sanità Nieddu, non solo per la questione Diabetologia di San Gavino ma anche per tutto il panorama Diabete dell’intera regione. In aggiunta, abbiamo trovato l’appoggio anche degli esponenti regionali di opposizione che si stavano informando a loro volta sulla situazione diabetologia di San Gavino e del mondo diabete in Sardegna. Malgrado ciò, per ora non abbiamo ancora avuto risposte concrete da parte dell’assessore Nieddu.

Come sta andando la campagna via email per mantenere il servizio a San Gavino? Se una persona fa esplicita richiesta di essere visitato in Ospedale, che risposta ottiene?

La campagna sta andando abbastanza bene in quanto molte persone stanno inviando l’allegato; tra loro stanno inviando il modulo anche persone che non sono né diabetiche né affette da malattie dismetaboliche, ma manifestano il loro intento di essere serviti qui qualora avessero dei problemi per i quali servirebbe un consulto in quel reparto. Durante la campagna quando un paziente o presunto tale chiede di essere servito qua a San Gavino è impossibilitato, in quanto vi è un servizio fantasma: in questo momento non è presente un medico in maniera assidua, c’è solamente un’infermiera che risponde al telefono. Il paziente, quindi, verrà dirottato per forza di cose a Sanluri dove sono presenti i medici e le infermiere.

Il 27 luglio dovrebbe esserci la tanto attesa Conferenza Socio-Sanitaria. Cosa vi aspettate dai sindaci e dai vertici ATS in quella sede?

Il 27 luglio dovrebbe esserci la Conferenza Socio-Sanitaria che ancora non è stata convocata ufficialmente, o almeno noi non siamo ancora stati invitati a parteciparvi. Qualora venga convocata, ci aspettiamo non solo che ci sia ancora l’appoggio da parte di tutti i sindaci, ma anche delle spiegazioni da parte dei vertici ATS riguardo le loro irrealizzate promesse dell’ultima conferenza. Come ho precisato in precedenza, il dottor Carboni ha affermato: “Il servizio in ospedale rimarrà così com’è”, ma il servizio qui in ospedale non è più come prima, anzi non è praticamente presente. Quindi, noi chiederemo che il mancato rispetto delle loro promesse venga riconosciuto e motivato. Come può un paziente che vuole essere servito qua in ospedale e non ha la possibilità di andare fino a Sanluri ad avere un consulto? Come intendono, inoltre, porre rimedio a questo disservizio che si è creato? Noi in quella sede ci aspettiamo che i vertici ATS ammettano i loro errori, e capiscano che al centro del sistema sanità vi è il paziente e che, ultimamente, le cure sono venute meno. Oltre a questo, è venuta meno anche la missione presente nel sito della diabetologia, che tanto a noi è cara, ricordata più volte da Don Massimo Cabua anche nella conferenza socio-sanitaria. Ci aspettiamo che in tale sede ci venga presentata sia dai vertici di ATS che dai sindaci una soluzione interna o esterna all’ospedale negli spazi da noi più volte indicati come idonei, alcuni già a disposizione della ASL di Sanluri come il poliambulatorio di Via Nurazzeddu. Un’altra struttura adatta sarebbe quella di Viale Trieste dove è già presente il consultorio, oppure ancora l’edificio di proprietà del comune di San Gavino in via Pascoli nella quale chi volesse avere un consulto qui a San Gavino possa ottenerlo senza ulteriori problemi.

È vero che state ricevendo pressioni per tenere un basso profilo e non fare troppo “rumore”? Se sì, da chi e perché?

No, più che pressioni per tenere un basso profilo e ridurre il polverone che abbiamo creato, ci sono state delle persone che hanno sminuito la questione e hanno detto che il nostro impegno su questo fronte era esagerato. Anche persone non distanti dalle parti in gioco, poi hanno provato a rassicurarci per fare in modo che abbassassimo la guardia ma noi ad ogni ipotetica rassicurazione ricevuta abbiamo sempre risposto con diffidenza, in attesa di un risultato concreto.

Quali sono i prossimi passi della battaglia per Diabetologia, qualora i vostri appelli restino ancora inascoltati?

Il prossimo passo sarà cercare di continuare a tenere alta l’attenzione sulle mosse non solo di ATS ma anche degli altri partecipanti alla conferenza socio-sanitaria. Cercheremo ancora di riportare qua il servizio di diabetologia e cercheremo di avere anche delle risposte da parte dei politici regionali di qualsiasi partito.

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