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San Gavino Monreale
sabato, 27 Febbraio 2021

Parco Rolandi e polemiche social, lo sfogo dei gestori del chiosco

Emergenza sanitaria

San Gavino Monreale, paese morto? Sui social network e nelle piazze (semideserte) si parla spesso di come la nostra cittadina, specialmente in questi mesi di emergenza Covid, abbia sofferto uno spopolamento estivo senza precedenti.

Eventi annullati, feste e sagre saltate: ci ha pensato la Pro Loco, con l’Estate Sangavinese 2020, ad animare alcune serate con una serie di spettacoli e intrattenimento, ma ovviamente non può bastare. Le iniziative devono giocoforza essere organizzate dai privati, con piccoli eventi e musica per invogliare le persone a uscire di casa.

Così capita anche che nel Parco Rolandi vengano organizzate serate con il karaoke, con lo scopo di far divertire chi va a godersi un po’ di fresco nell’unico polmone verde di San Gavino. Ma la musica alta e qualche “stonatura” di troppo hanno suscitato polemiche e qualche post al vetriolo su Facebook, che non sono sfuggiti ai gestori del chiosco.

Questo il loro laconico commento.

Quando si leggono certi stati di persone che neanche ad Agosto vivono e si infastidiscono di ogni cosa si faccia al Parco e veramente ridicolo e triste, qualsiasi cosa si cerchi di fare così diventa inutile avremo tempo di stare in silenzio questo è sicuro. Quando si ha qualcosa da dire ci si rivolge alle persone in causa non mettendo stati in Facebook ridicoli e controproducenti per chi lavora onestamente anche per la comunità del Paese.

Resta difficilissimo, in un paese piccolo come San Gavino, conciliare eventi pubblici e il diritto al riposo (anche se un minimo di tolleranza in più, specie in estate, si dovrebbe avere, se si tratta di eventi sporadici e con un orario di conclusione accettabile).

Non si tratta solo del Parco Rolandi, fin dalla sua apertura al centro di polemiche e segnalazioni (che rendono poco appetibile la gestione dell’area a imprenditori e investitori), ma di qualsiasi evento (cene, cinema all’aperto, concerti, festicciole) che diventa bersaglio di lamentele pubbliche e gogne social.

C’è una soluzione? Non lo sappiamo. Oltre alle critiche, però, ci auguriamo anche di leggere proposte alternative. L’unica alternativa, attualmente, è quella di continuare a vivere in un paese fantasma.

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