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San Gavino Monreale
martedì, 1 Dicembre 2020

Prende forma e colore il murale “speciale” dell’Associazione Delfino

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A far parte della coloratissima iniziativa dell’Associazione Delfino OdV (organizzazione di volontariato che opera a favore delle persone con disabilità) c’è un gruppo compatto e irresistibile di ragazzi speciali (Alessandro, Antonio, Daniel, Dario, Delia, Diego, Enrico, Fabrizio, Milena, Orlando, Paolo, Rita, Stefania, Vanessa) e dei loro familiari, operatori, assistenti e volontari (Alberta, Annalisa, Azzurra, Efisio, Emma, Federico, Francesca, Laura C., Marco, Massimiliano, Melissa, Paola, Piero, Rossella, Rita, Sergio) che si cimentano, per la prima volta insieme, alla realizzazione di un murale a San Gavino Monreale. Il murale, che rientra nel progetto “La creatività senza limiti e confini” finanziato dalla Fondazione di Sardegna, si sarebbe dovuto realizzare la scorsa primavera ma, per motivi legati al Covid e al lockdown, si è deciso di rimandare a questo autunno, quando ancora il tempo permette di lavorare all’aperto.

E così, muniti di mascherine e pennelli e sempre attenti a mantenere il distanziamento (fisico), i ragazzi dell’Associazione non rinunciano al contatto sociale, fonte di benessere per tutti, persone di disabilità e non. Il gruppo è eterogeneo in tutti i sensi, dal momento che include persone non solo di San Gavino, ma anche di Guspini, Villacidro, Sardara, Collinas, Sanluri ed è anche questo il suo “punto di forza”. Anche i proprietari del muro, Cristina in particolare, hanno deciso di dare il loro contributo, pannelli alla mano! A guidare nell’impresa è un’artista di Collinas, Gisella Mura, ideatrice, insieme con i ragazzi, del soggetto del murale e responsabile del laboratorio creativo in cui si prevede di guidare i ragazzi attraverso le forme e i colori del mondo dell’arte. Abbiamo chiesto a Gisella di parlarci un po’ di questa “impresa”:

È la prima volta che coordini la realizzazione di un murales?

Sì, è la prima volta. Con i ragazzi svolgo un laboratorio artistico da quasi due anni, che è servito e serve per la preparazione anche a questo tipo di progetto, dove si lavora su una superficie molto grande; abbiamo studiato insieme in maniera semplice a volte anche ludica, le tecniche pittoriche, con anche l’esempio di opere di artisti sardi, italiani e stranieri contemporanei e moderni, la composizione dei colori per scoprire le qualità artistiche di ogni componente del gruppo, e un nuovo mezzo di comunicazione libero, perché l’arte può essere uno strumento speciale per tutti, ma  soprattutto per persone “speciali”.

Quali sono le difficoltà principali che vi trovate ad affrontare come gruppo? Avete suddiviso i compiti?

È un lavoro di gruppo e come tale “tutto si fa insieme” ma rispettando anche le regole del distanziamento, a turni di 4, come la suddivisione dell’immagine del murale stesso. Ognuno partecipa secondo le proprie qualità artistiche, come un grande ingranaggio dove ogni singolo componente è importante, con l’aiuto degli educatori ed accompagnatori. Il progetto/bozza è nata attraverso le idee di tutti, in un incontro sotto gli alberi del parco, io ho solo cercato di ascoltare e dare un immagine artistica dei loro pensieri sul territorio e sulla Sardegna, ma l’immagine rappresenta l’idea del gruppo, ed il murale sarà fatto e ci sarà la mano di ognuno. La difficoltà è solo nel trovare lo strumento giusto, la persona giusta per ogni singolo elemento rappresentato nel murale o per le varie fasi di esecuzione. I ragazzi stanno imparando a rendere tangibile quello che hanno imparato durante il laboratorio su piccole dimensioni, come per esempio creare tutta la gamma cromatica attraverso l’uso dei soli colori primari, il bianco ed il nero… Sono felici ed entusiasti, sia per la dimensione del lavoro, sia perché sono loro lo strumento di esecuzione e potranno dire orgogliosamente: questo l’ho fatto io insieme al gruppo “Delfino”, sia perché credo li renda liberi di emozionarsi attraverso la pittura.

Ci emoziona la risposta tutta positiva dei ragazzi e il loro impegno di fronte a questa nuova “tecnica” e a un’impresa non certo semplice, specie dato il periodo…

L’unica cosa che vorrei aggiungere è che è un bene per loro, perché anche a distanza hanno la possibilità di vedersi e viversi, socializzare e soprattutto creare qualcosa dal nulla che sia loro in tutto… Nonostante il periodo “covid” fortemente traumatico soprattutto per loro, credo per loro sia veramente fonte di sicurezza, tranquillità ed un po’ di serenità. A parte il murale, strettamente correlato a me, l’Associazione Delfino lo fa da sempre: sono loro la fonte di serenità e tranquillità in questo mondo speciale…e lo fanno bene da anni!

Così, stando bene attenti a procedere per piccoli gruppi, nel rispetto delle principali imposte dalle autorità come l’uso della mascherina e la regolare pulizia sia delle mani che degli strumenti utilizzati, i ragazzi portano avanti con gioco ed entusiasmo questo impegno, senza mai dimenticare le regole (comunque illustrate dai cartelli informativi posti attorno al “cantiere”). Si prevede che entro il 15 novembre il murale sarà terminato, prima dell’arrivo della stagione più fredda.

La.F.

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