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domenica, 26 Settembre 2021

Scorie radioattive nell’Isola, il no di ANCI Sardegna

Emergenza sanitaria

La lista delle possibili zone in cui l’Italia dovrà costruire il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, era attesa da circa sei anni. Come si ventilava da tempo, anche la Sardegna è stata inserita nella lista delle regioni che potrebbero essere destinazione delle scorie. Nel sito www.depositonazionale.it si può visionare la mappa aggiornata dei siti definiti “idonei” a ospitare i depositi di materiale radioattivo.

Le reazioni dal mondo politico e dalla società civile non si sono fatte attendere. Su tutte, l’autorevole voce di Emiliano Deiana, Presidente dell’ANCI Sardegna, l’Associazione dei Comuni Sardi, che con un comunicato stampa, ribadisce come da un punto di vista politico, democratico ed etico, la Sardegna non sia disponibile a raccogliere i rifiuti pericolosi prodotti altrove.

“ANCI Sardegna – scrive infatti Emiliano Deianaapprende dalla stampa dell’individuazione, da parte del Governo, di 67 siti adatti per ospitare il Deposito Nazionale delle scorie e dei rifiuti radioattivi. Di questi 67 alcuni sono localizzati in Sardegna a cavallo fra le Province di Oristano e del Sud Sardegna. Al di là della singola localizzazione su cui si esprimeranno le singole amministrazioni e comunità giova ricordare che si tratta di un problema che investe l’intero territorio regionale e per il quale ANCI SARDEGNA ribadisce, coerentemente alla propria azione, la più assoluta CONTRARIETA’ per ragioni di metodo e di merito”.

ANCI Sardegna ricorda che dal punto di vista politico:

• con la Legge Regionale n.8 del 03.07.2003, pubblicata nel B.U.R.A.S. n. 20 del 8 luglio 2003, il Consiglio Regionale ha dichiarato la Sardegna Territorio Denuclearizzato e precluso al transito ed alla presenza, anche transitoria, di materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale, la quale legge se pur dichiarata illegittima con sentenza con sent. Corte Cost. n. 62 del 29 gennaio 2005, è comunque una decisa espressione di volontà dei sardi ed è un atto ufficiale del Parlamento Sardo;

• il 15-16 maggio 2011, il Popolo Sardo ha sovranamente detto no alle scorie attraverso il referendum di iniziativa popolare “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti ?”, decretando, con il voto favorevole della quasi totalità dei votanti (il 97%), l’assoluta indisponibilità del territorio sardo all’installazione di centrali nucleari e allo stoccaggio di scorie radioattive;

• diversi Ordini del Giorno approvati dal Consiglio Regionale, tra i quali quello approvato in data 28 maggio 2014, vincolano la Giunta a respingere ogni possibilità che la Sardegna venga inserita tra le aree idonee ad ospitare siti per i rifiuti radioattivi;

• l’Assemblea dei sindaci della Sardegna, convocata da Anci Sardegna in data 19.01.2015 ad Abbasanta, ha deliberato all’unanimità un Ordine del Giorno che respinge qualunque possibilità di stoccaggio in Sardegna delle scorie radioattive.

• In Data 06.09.2017 ANCI SARDEGNA ha presentato le “Osservazioni relative alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS)” CONTRARIE alla realizzazione in Sardegna del Deposito Nazionale.

Le ragioni di CONTRARIETA’ che ANCI SARDEGNA ribadisce sono di ordine democratico:

  1. pronunciamento del popolo sardo rispetto a un referendum consultivo;
  2. relativo alle condizioni di svantaggio dettate dall’insularità: aggravamento dei costi, maggiori problematiche legate al trasporto via mare, potenziali rischi per l’economia mediterranea in caso di incidente o attacco terroristico durante il trasporto;
  3. relativo allo “stato di salute” dell’ambiente: seconda regione italiana come estensione di aree inquinate o potenzialmente inquinate dopo il Piemonte, incidenza sul territorio sardo di SIN che occupano porzioni estese di territorio con indicatori epidemiologi preoccupati rispetto all’incidenza di determinate malattie;
  4. relativo al gravame delle servitù militari: il 65% di servitù militari dello Stato italiano sono in Sardegna, 35.000 ettari di territorio occupato oltre alle inibizioni che toccano anche l’ambiente marino, i 3 poligoni più grandi d’Europa sono in Sardegna.

Infine – scrive Emiliano Deianaappare di una lividità sconcertante la scelta del Governo di presentare la mappa dei siti potenzialmente idonei nel mezzo della più grave crisi dal dopoguerra ad oggi e di aver individuato, in Sardegna, alcune fra le aree più fragili dal punto di vista economico, sociale, ambientale e demografico alcune delle quali inserite dentro la SNAI (Strategia Nazionale delle Aree Interne)”.

“ANCI Sardegna – conclude Deiana – sia appella a una mobilitazione generale di tutta la Sardegna per un’azione congiunta del Consiglio Regionale, della Giunta, dei parlamentari sardi, dei comuni della Sardegna, delle organizzazioni sindacali e datoriali, delle associazioni e dei comitati civici, della cittadinanza attiva affinchè si respinga ogni ipotesi di individuazione della Sardegna quale sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive e nucleari”.

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