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lunedì, 8 Marzo 2021

Essere artigiani nel 2021: Fabio Erdas e la sua passione per i girarrosti realizzati a mano

Emergenza sanitaria

Un ponte che unisce gli antichi mestieri e l’innovazione tecnologica: l’idea di Fabio Erdas, 30enne di Pabillonis, può essere definito a tutti gli effetti “Artigianato 2.0”. Un mix tra la tradizione sarda e la new economy, che permette anche ai piccoli artigiani di raggiungere un pubblico pressoché sconfinato, anche in un momento storico complicato come quello che stiamo vivendo.

Il mondo dell’artigianato sardo è infatti in crisi da circa un anno. La pandemia ha messo in ginocchio un settore che già presentava delle forti criticità. Qualche giorno fa Confartigianato Sardegna ha lanciato l’allarme per il settore dell’artigianato artistico chiedendo aiuti specifici per il comparto.

In mezzo alle difficoltà, però, c’è qualcuno che scorge nuove opportunità. Proprio come Fabio Erdas, che abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua idea imprenditoriale e come stia cambiando il lavoro dei liberi professionisti artigiani.

Buongiorno Fabio, parliamo di lavoro. Quando hai iniziato e di cosa ti occupi oggi?

Ho iniziato a lavorare nel 2012 a lavorare come dipendente in un’officina del mio paese. Nel 2016 ho deciso di mettermi in proprio: da allora mi occupo di manutenzione di cancelli, ringhiere, serrande e infissi. Ma la mia vera passione è la produzione di girarrosti, un’idea nata dopo varie richieste di clienti e che pian piano ha preso forma.

La pandemia dura ormai da un anno. A Pabillonis, come ovunque in Italia, le piccole aziende artigiane hanno avuto dei contraccolpi durissimi. Tu come la stai vivendo?

La pandemia ha portato un calo notevole del fatturato. Nel mio caso, molti lavori di manutenzione, prima affidati a un professionista, sono stati eseguiti dai proprietari stessi delle case: avendo avuto tanto tempo disponibile a causa del lockdown, in tanti si sono arrangiati per conto loro. Lo stesso discorso vale per i centri estetici, una realtà che conosco bene, dal momento che mia moglie ne gestisce uno. Molti clienti si sono arrabattati da soli, molti altri invece si sono presentati dopo tanto tempo, a causa della quarantena, creando un calo drastico del fatturato.

Il lavoro degli artigiani, in passato molto più diffuso, come si colloca in questo presente sempre più digitalizzato e in cui siamo tutti di corsa? Sono mondi conciliabili?

Il mondo digitale è una realtà molto importante anche per il piccolo artigiano. Permette di far conoscere a milioni di persone i propri prodotti “fatti a mano” non trascurando mai la qualità e la sicurezza. Oggi come oggi, vendere solo nella propria regione non basta a livello economico, perciò ho valutato senza pensarci due volte ad aprirmi al mercato nazionale tramite i social.

Prima ci hai parlato della tua passione per i girarrosti e del tuo progetto per produrli artigianalmente. Di cosa si tratta?

Girarrosto Workshop” è un progetto nato quest’anno. Si tratta della progettazione e realizzazione in serie di girarrosti con motori elettrici potenti (portata massima 40 kg) che effettuano 2 giri al minuto. Essendo una produzione in serie si riesce ad abbattere i costi offrendo sempre un prodotto di qualità. La struttura è realizzata con materiali robusti e trattati per durare nel tempo. Le dimensioni dei girarrosti sono ridotte, studiate per la comodità di qualsiasi caminetto e barbecue. È alto 40 cm e largo 18 cm. L’altezza più bassa dello spiedo è di 11 cm e quella più alta 30 cm. È un prodotto che ti permette di cuocere di tutto: va bene per gli appassionati della carne alla brace e per i professionisti, come ristoranti e agriturismi.

Noi ringraziamo Fabio per la chiacchierata e invitiamo tutti a dare uno sguardo ai suoi lavori sulla pagina Facebook Girarrosto Workshop, per conoscere più da vicino questa piccola ma interessante realtà artigianale di Pabillonis.

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