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lunedì, 1 Marzo 2021

L’importanza della lavatrice a ultrasuoni in ambito professionale

Emergenza sanitaria

Gli ultrasuoni sono sempre esistiti in natura e pare che il primo a rendersi conto delle differenze di suono sia stato persino Pitagora nel VI secolo a.C. Passando per Galileo e arrivando a Joule, gli ultrasuoni vennero poi studiati fino a rilevarne le proprietà meccaniche che oggi li caratterizzano. Con una frequenza di oltre 20 mila Hertz, non sono percepibili dall’orecchio umano ma possono essere resi “concreti” per contribuire alla pulizia di dispositivi medici, parti meccaniche e tutto ciò che necessiti di un’igienizzazione profonda.

È quello che accade in una lavatrice a ultrasuoni che, come una classica lavatrice, ripulisce in maniera particolarmente efficace gli oggetti sfruttando queste particolari onde sonore. Sono dislocati in vari settori, infatti, i professionisti che trovano in tali dispositivi degli alleati irrinunciabili. Per avere la certezza di acquistare un articolo professionale, si consiglia di rivolgersi a rivenditori specializzati come, ad esempio RS Components, nella cui sezione specifica “lavatrice ultrasuoni” del sito ufficiale, mostra una vasta proposta di macchinari altamente funzionali, che offrono elevate prestazioni.

Come funziona una lavatrice a ultrasuoni

L’aspetto esteriore è piuttosto semplice e le dimensioni possono arrivare anche a superare il mezzo metro di lunghezza, con capacità fino a 30 litri: ciò le rende estremamente fruibili sia per chi, in ambito medico, debba disinfettare strumentazione specifica anche molto piccola, sia per chi, in meccanica, abbia invece bisogno di ripulire parti di motori o biciclette.

Le parti interessate si collocano all’interno, spesso con l’ausilio di un cestello dedicato e si aggiunge un liquido specifico a base di detergenti o persino di alcool, laddove sia necessario intervenire su sporco più ostinato. Ovviamente, si tratta di prodotti specifici che occorre sempre acquistare da rivenditori specializzati e autorizzati, in quanto devono presentare precise caratteristiche di sicurezza e non infiammabilità neanche ad alte temperature.

Successivamente, si provvederà a decidere il ciclo di lavaggio, proprio come si farebbe con il classico elettrodomestico, scegliendo un de-gas o un ciclo delicato qualora la pulizia necessaria sia limitata oppure uno più aggressivo in caso di macchie e incrostazioni. Le onde sonore, ovvero gli ultrasuoni si propagano attraverso il liquido provocando il cosiddetto fenomeno di cavitazione: grazie alla pressione negativa, vengono ricreate vere e proprie cavità che generano energia e quindi calore. Questa “forza” è quella che andrà a rimuovere le impurità.

Altre caratteristiche importanti per una lavatrice a ultrasuoni professionale

In riferimento alle temperature raggiungibili da una lavatrice a ultrasuoni per igienizzare davvero a fondo, si può arrivare anche a 80 gradi con potenze di più di 800 watt. Combinando programma, durata, potenza e magari anche cicli differenti, si può intervenire a seconda delle singole necessità: il già citato de-gas, ad esempio, s’impiega laddove si voglia avere un buon rapporto tra pulizia profonda e tempistiche ridotte.

Una buona lavatrice a ultrasuoni, inoltre, dovrebbe essere costituita in materiali resistenti che non risentano dell’usura o possano essere attaccati dalla ruggine: in tal senso, il migliore è sempre l’acciaio inox, che garantisce longevità e qualità delle prestazioni sia che si tratti di ripulire preziosi gioielli che blocchi motore.

A livello di optional presenti sui migliori dispositivi, poi, non possono mancare display e luci al LED per impostare tutti i parametri necessari in modo semplice e veloce, timer a indicare la fine di un ciclo, cestelli di varie grandezze da intercambiare quando si renda necessario e persino piccole ruote integrate per spostare agevolmente la lavatrice da un punto all’altro.

Ambiti d’impiego di una lavatrice a ultrasuoni

Come già accennato, si può inserire praticamente di tutto in una lavatrice a ultrasuoni, da oggetti delicati come orologi, bigiotteria e gioielli, a parti meccaniche di automobili, biciclette, accessori d’idraulica come i rubinetti o loro componenti ma anche elementi in ceramica, in plastica, attrezzatura sportiva come le mazze da golf, aerografi, testine di stampa e tutto ciò che deve essere mondato da sporco più o meno resistente: da tenere in considerazione, oltre alla temperatura e al ciclo adeguati per ogni oggetto, sarà anche  il fatto che non si tratta di una sterilizzazione vera e propria.

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