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sabato, 8 Maggio 2021

Vaccinazioni a disabili e fragili, Piero Antonio Follesa: “Occorre chiarezza e correttezza”

Emergenza sanitaria

Il via della Regione Sardegna alle vaccinazioni nei confronti delle persone ‘estremamente vulnerabili’ non è esente, al momento, da una serie di problemi che rallentano e impediscono le procedure, almeno in certi comuni del Medio Campidano.

Ce lo spiega Piero Antonio Follesa, padre di un ragazzo con disabilità e Presidente di due Associazioni che operano nel mondo della disabilità, l’Ass. Delfino ODV e l’Ass. Delfino Sport ASD.

“Come Associazione Delfino siamo in contatto con una quindicina di famiglie con persone con disabilità nell’area del Medio Campidano (paesi come San Gavino, Guspini, Sardara) e abbiamo ricevuto da almeno dieci famiglie una segnalazione: non è possibile registrare i nostri cari, persone con disabilità grave certificata ai sensi della legge 104/1992 art. 3 comma 3, nel portale Adesione Vaccino della Regione Sardegna”. Ciò contrasta con quanto è stato dichiarato dalla Regione qualche giorno fa e cioè che a partire dal 29 aprile, alle ore 12, sarebbe stato possibile trasmettere la propria adesione alla campagna di vaccinazione anche alle persone vulnerabili e con disabilità grave.

“Tutto è cominciato – spiega Follesa – quando la Regione ha comunicato che, a partire dal 22 aprile 2021, l’ATS avrebbe contattato telefonicamente tutte le persone fragili o con disabilità per la convocazione al vaccino. In quei giorni ci siamo accorti che molti di noi non ricevevano questa chiamata e abbiamo chiesto informazioni ai medici di base e al Centro di Salute Mentale (CIM), oltre che confrontarci tra noi e con altre Associazioni del circondario. Il risultato era che, per ricevere la chiamata, un medico specialista (per esempio lo psichiatra, nel caso di alcuni tipi di disabilità) doveva comunicare l’adesione direttamente all’ATS. Il medico di base non poteva fare questa comunicazione, dal CIM ci rispondevano che potevamo registrare i nostri familiari con disabilità, ma la chiamata sarebbe arrivata con molto ritardo, più di un mese”.

Qualche giorno dopo, la Regione cambia procedura e dichiara l’apertura del portale online anche ai cosiddetti “fragili”, categoria che, secondo quanto leggiamo nel Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 del 10 marzo 2021, elaborate dal Ministero della Salute, comprende anche le persone con disabilità.

“A quel punto abbiamo provato a iscrivere i nostri cari, inserendo codice fiscale e numero della tessera sanitaria valida, ma il messaggio di errore era sempre lo stesso: il codice fiscale non rientra tra le categorie aventi diritto alla vaccinazione. Tutto questo – precisa ancora Follesa – mentre la Regione comunicava di ‘accelerare’ con le vaccinazioni alle persone fragili e disabili e dichiarava, oltre a ciò, che solo una persona fragile su quattro aveva risposto alla chiamata. Noi ci sentiamo presi in giro e pretendiamo dalla Regione chiarimenti e correttezza, subito, nei confronti di persone che, al momento, non sanno come è possibile far sentire la propria voce e far valere i propri diritti – in questo caso – alla salute”.

La.F.

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