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lunedì, 6 Dicembre 2021

Legge macchinette da bar: gli ultimi sviluppi

Emergenza sanitaria

Le macchinette da bar ancora oggi trovano il loro spazio in parecchi locali disseminati lungo il territorio nazionale. Anche la politica si è interessata spesso al fenomeno delle slot, che contribuiscono in misura importante alla spesa complessiva del gioco in Italia. Oggi molti cabinati sono in disuso e tanti giocatori preferiscono divertirsi online, ma le slot ancora presenti continuano ad essere fortemente attenzionate. La legge di stabilità slot machine 2016, ad esempio, ha rivoluzionato in parte la concezione del gioco nel nostro Paese. A venire in soccorso di questa legge, a partire dal 2018, sono state poi le restrizioni del decreto dignità, che ha imposto una brusca frenata a sponsorizzazioni e incentivazioni del gioco.

Esistono leggi sulle slot machine?

Di fatto, non esistono leggi che impediscono ai locali di ospitare una slot. Questo è il motivo per cui ancora oggi si incontrano volentieri quelle macchinette che ricordano le vecchie sale giochi degli anni ‘90. Sebbene nel tempo siano stati emanati alcuni decreti che cercavano quantomeno di rallentare la diffusione delle slot, al fine di evitare l’insorgere di patologie, un’eliminazione radicale delle macchinette non è stata possibile. Esiste comunque una regolamentazione specifica che disciplina l’utilizzo e la gestione delle slot nei locali, che deve essere rispettata in primis dai gestori degli stessi. Si potrebbe parlare in questo caso di leggi regionali, che cercano di integrare la legge di stabilità introdotta nel 2016. In sostanza, lo scopo iniziale era quello di diminuire semplicemente il numero dei cabinati distribuiti nei vari bar d’Italia. Alla fine si è arrivati a meno di 300.000 slot fisiche presenti ancora nello Stivale.

Tuttavia, il simultaneo proliferare delle slot digitali ha reso i risultati molto meno esaltanti di quanto si potesse pensare. Sul web è possibile consultare lo scenario delle slot gratis da bar per farsi un’idea di quanto possano essere ricchi i palinsesti delle piattaforme online. Le slot accessibili sulla rete sono state capaci di portare una spesa di decine di miliardi di Euro all’anno negli ultimi tempi. Paradossalmente, poter giocare per mezzo di pochi click ha reso ancora più complicato combattere la ludopatia, in quanto non sono pochi gli utenti che si lasciano prendere la mano potendo gestire sia i pagamenti sia il gioco in sé per sé da uno smartphone. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sta continuando comunque a fare il suo lavoro anche sul web, fornendo soprattutto dei sigilli di garanzia. Per essere sicuri di ritrovarsi in un contesto di gioco legale, la piattaforma deve presentare il logo “AAMS”.

Legge di stabilità sulle slot machine: chi deve pagare?

La legge di stabilità ha portato ad oneri fiscali da mezzo miliardo di Euro. La domanda viene automatica: legge di stabilità slot machine, chi deve pagare? Ogni concessionario, dunque, deve versare all’erario una percentuale cospicua degli introiti generati dalle slot presenti nei bar, a seconda della quantità di cabinati disponibili al pubblico e di altri parametri. I controlli sono piuttosto rigidi anche dopo che sono state riscosse somme importanti. La volontà dello Stato è quella di ridurre le varie tasse e ottenere liquidità dal gioco legale non può che essere d’aiuto. Insomma, sebbene l’utenza abbia conosciuto parecchie limitazioni in questi anni, le casse statali sono riuscite a trovare una soluzione per essere rimpolpate e al tempo stesso per dare una stretta al fenomeno di massa legato alle slot. A questo punto, però, non si può escludere che in futuro arrivino nuove misure di contenimento del gioco, che continua ad espandersi attraverso internet a velocità considerevole.

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