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venerdì, 27 Maggio 2022

Portovesme, la Regione accanto ai lavoratori in lotta. “Controllo del costo dell’energia tema di rilevanza nazionale”

Emergenza sanitaria

Il Presidente della Regione Christian Solinas ha convocato fin da ieri sera, per lunedì prossimo, le rappresentanze sindacali dei lavoratori del polo di Portovesme, per fare il punto sulle le azioni messe in campo dalla Regione per ottenere dal Governo nazionale un intervento straordinario mirato all’abbattimento dei costi dell’energia, lievitato a causa delle crisi internazionali in atto, e che mette a rischio le attività degli stabilimenti sardi.

“La Regione, dice Solinas, è come sempre al fianco dei lavoratori in lotta e delle imprese, e ne condivide le preoccupazioni e le ragioni, espresse anche con la manifestazione di oggi”.

“È un tema di rilevanza nazionale, che rientra nella competenza dello Stato, precisa il Presidente Solinas, che ci vede impegnati fin dal primo momento in un dialogo serrato con i Ministri competenti per assicurare un intervento immediat2o.

Come illustrato ieri dagli assessori Pili e Zedda, in una riunione con i lavoratori, i rappresentanti dell’azienda, i sindacati e Confindustria, Sardegna e Sicilia sono state le Regioni promotrici di un emendamento al Decreto “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e fonti rinnovabili” con l’obiettivo della perequazione dei costi energetici tra le aziende che operano nella Penisola e quelle che operano nelle isole maggiori. Il testo è stato approvato all’unanimità dalla commissione tecnica della Commissione Energia della Conferenza Stato-Regione, e ora passerà al vaglio politico.

“Il nostro obiettivo, dice il Presidente Solinas, è quello di incentivare la partecipazione dei grandi consumatori industriali agli investimenti in nuova capacità produttiva da fonte rinnovabile e l’aumento dell’autoproduzione per la sostenibilità energetica”.

“È assolutamente necessario, aggiunge, ristabilire un giusto prezzo dell’energia a beneficio di tutte le aziende sarde, oggi ancora più penalizzate per effetto della crisi internazionale e dell’incertezza che il conflitto in Ucraina sta generando tra gli operatori”.

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