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giovedì, 25 Luglio 2024

La Caritas di Ales-Terralba in prima linea contro la dispersione scolastica con i doposcuola

Eventi e manifestazioni

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Oltre 90 bambini hanno frequentato i doposcuola di Sardara (oratorio San Tarcisio) e Terralba (oratorio San Ciriaco) proposti dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba. Insieme alle famiglie hanno partecipato questa settimana alla festa finale all’insegna del gioco, della raccolta di impressioni e suggerimenti sull’anno di attività svolte e, infine, dei momenti di convivialità e allegria.

“Siamo molto felici”, commenta il direttore don Marco Statzu, “di aver dato a tanti bambini l’opportunità di fare i compiti in compagnia, di essere seguiti dalle educatrici, di poter trovare un ambiente accogliente e costruttivo, messo a disposizione dalle parrocchie di Terralba e Sardara. Bisogna continuare a lavorare in ogni modo contro la dispersione scolastica e la povertà culturale”.

Il doposcuola inserito nel progetto “Centro Educativo Diffuso”, finanziato da Caritas Italiana attraverso i fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica ha accolto bambini e bambine frequentanti la scuola primaria e ragazzi e ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Il servizio non offre solo supporto allo studio, ma anche attenzione ai singoli partecipanti, socializzazione, laboratori e giochi strutturati, un tempo di qualità trascorso in un ambiente educativo.

“Punto di forza del doposcuola è stato il gruppo coeso di educatrici che, con amore e professionalità, ha saputo guidare negli apprendimenti i partecipanti”, spiega la coordinatrice dei doposcuola Chiara Laino, pedagogista. “Allo stesso tempo, la fiducia delle famiglie, la disponibilità dei parroci, la progettazione condivisa e l’educazione tra pari hanno portato a buonissimi risultati. Questo servizio, avviato come una parentesi nella quotidianità degli studenti per stimolare l’aggregazione post Covid, oggi risulta essere un elemento di fondamentale importanza per le famiglie. Queste, nei briefing avvenuti negli incontri finali, hanno sottolineato la validità del progetto e hanno richiesto la continuità”.

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