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giovedì, 25 Luglio 2024

Veneziani e Telese, Sanluri Legge riparte di slancio nel secondo weekend

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Ieri al via il secondo weekend di Sanluri Legge 2024. Da Veneziani a Telese, una serata d’autore. In chiusura il reading letterario ‘Sette bambine ebree’. Oggi Atzeni gioca in casa, poi la Morvillo parla dell’amore. E La Fabbrica Illuminata racconta le Giudicesse di Sardegna.

Dopo un primo weekend scoppiettante e partecipato, Sanluri Legge riparte di slancio. Da Veneziani a Telese, fino al reading letterario ‘Sette bambine ebree’: una serata d’autore per spaziare tra tanti temi caldi della contemporaneità, rinfocolando la memoria storica, e rinnovando le occasioni di conoscenza e di confronto, affinché tutti possano essere partecipi, anche e soprattutto, come in questo caso, quando soffiano venti di guerra.

Il secondo weekend sanlurese ha aperto con un altro ospite illustre: Marcello Veneziani. Un dialogo con Sandro Angioni per presentare il suo libro “L’Amore necessario. La forza che muove il mondo” (Marsilio). Nella società del narcisismo e dei desideri egoistici illimitati non resta che ricominciare dall’amore. Come quello verso gli amori ‘scelti’: “ci sono legami forti, carnali, biologici che non si possono cancellare, non sono frutto del caso – ha spiegato a Sanluri Legge -. Gran parte dei nostri amori, gran parte della storia dell’uomo è regolata da questo sentimento, da questo impulso”. Emozioni forti che si presentano anche parlando di amor di patria: “quando nell’Impero Romano venne estesa la cittadinanza a tutti, gradualmente si perse il senso di appartenenza, perché universalizzando i rapporti si perdeva quella visione” ha affermato con un pizzico di rammarico, aggiungendo però che “l’odio per le altre patrie non è amor di patria, che è invece qualcosa di forte e tenero al tempo stesso. È amore per le proprie radici, per la propria storia, ma non presuppone odio per altri, perché una vera civiltà contempla il rispetto reciproco. Io sono d’accordo ad accogliere civiltà diverse, però la prima civiltà da rispettare deve essere la nostra”. “D’altronde viviamo da tempo una situazione pirandelliana, che è un po’ il gioco delle parti. Ora che il Governo di centrodestra ha scelto l’autonomia differenziata, si utilizza la bandiera per contraddire il campo avverso – ha aggiunto -. È una visione opportunistica della politica”. Ma il primo dei nove gradi individuati da Veneziani – “in una scala dell’amore dove c’è anche la voglia di sporgersi nell’ignoto, di avvicinarsi a Dio” – è l’amor proprio, che si può esprimere ad esempio “nel gusto di vedere il sole che sorge”.

A seguire un altro big nazionale, seppur nato in Sardegna, come Luca Telese. In un dialogo con Fabrizio Serra, un focus su “La scorta di Enrico. Berlinguer e i suoi uomini: una storia di popolo”, i cui protagonisti vengono dalla resistenza: al fascismo, alla violenza, alla fame. Nel raccontare il politico, il giornalista indica, con un pizzico di ironia, le sue “tre leggi del socialismo reale: i dirigenti mentono sempre anche se non c’è un motivo; l’agricoltura è un disastro e nessuno riesce a capire perché; come può funzionare un Paese in cui la carta rimane attaccata alla caramella?”. Era il 1984 e lui “già diceva che il mondo di domani avrebbe avuto delle opportunità pazzesche, stava voltando pagina, perché le tecnologie avrebbero garantito una grande libertà”. Ed era ormai dell’opinione che “bisognava sì trovare un’alternativa al capitalismo ma certo non si poteva trovare nell’Unione Sovietica”. Per contro c’era una terra magica, dove lui trovava la sua pace: la Sardegna. E su una cosa era sicuro: “Da giovane ho fatto una scelta. Sono dalla parte dei più deboli, degli sfruttati, degli emarginati, e lo farò fino alla fine della mia vita”. Aveva una timidezza che faceva da contraltare al grande carisma, “come quando parlava ai comizi davanti a piazze gremite, o quando, se occorreva, sapeva trovare accordi con tutti, qualcosa che la politica di oggi dovrebbe recuperare, perché va bene essere avversari ma mai nemici”. Un bell’insegnamento forse tratto dal padre, che “era nel Psd’Az ma gli concedette libertà di pensiero, così come poi Enrico farà coi figli”. Altri tempi, altro livello: “Capacità da politico e da statista tali che quando morì gli vennero dedicati i funerali più grandi della storia della Repubblica italiana, con ben 1 milione di persone in piazza, dai braccianti all’alta borghesia, e anche Giorgio Almirante”.

Chiusura di serata dedicata al reading letterario ‘Sette bambine ebree’, della pluripremiata drammaturga inglese Caryl Churchill. Un’opera, interpretata da Agnese Fois e con musiche di Luca Spanu, per raccontare la Shoah, raffrontandola, in maniera dura e schietta, con la situazione arabo-israeliana. Un testo scomodo che ha coinvolto il pubblico presente invitandolo a riflettere sul dramma umano, purtroppo ancora oggi attualissimo. Un problema universale che è anche un invito a prendersi le proprie responsabilità. Un’opera di intensa drammatizzazione per uno spettacolo che si schiera dalla parte degli oppressi.

Sabato 22 il secondo weekend di Sanluri Legge. In apertura di serata uno scrittore di casa nel centro del Medio Campidano: Marcello Atzeni, che nell’occasione dialogherà con Lorella Costa riguardo il suo “Avrei voluto scrivere” (Sandhi Edizioni). Un testo che, come ha spiegato lui stesso in passato è una sorta di provocazione, per sorridere ma anche per riflettere. Per il secondo appuntamento della serata ecco Candida Morvillo, che dialogherà con Michele Pipia riguardo il suo libro “Sei un genio dell’amore e non lo sai” (Harper Collins Italia). Da anni responsabile nei media delle pagine dedicate alla posta del cuore e spesso autrice di interviste a vip per approfondire tematiche legate ai sentimenti, nel libro spiega, passo dopo passo, perché tutti siamo geni dell’amore, ma non lo sappiamo. Un libro allegro, perché l’amore, quello sano, mette di buonumore. Il reading letterario a conclusione della serata è a cura de La Fabbrica illuminata:Eleonora e Adelasia, giudicesse di Sardegna’, di e con Elena Pau, accompagnata dalle musiche di Roberto Deidda; per l’occasione sarà presente Rossana Copez, autrice dei testi da cui è tratto lo spettacolo.

La rassegna è promossa dal Comune di Sanluri, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato P.I. BB. CC.; anche per questa VIII edizione il coordinamento organizzativo è affidato all’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo.

Durante gli appuntamenti previsti dal cartellone di Sanluri Legge 2024 sarà possibile degustare del buon vino, accompagnato dai prodotti del territorio, con la regia di Coxinendi. Inoltre coloro che vorranno visitare il Castello Medioevale, ricco di storia, con particolare riferimento all’epoca dei Giudicati, ma anche di cimeli di epoca più recente, avranno la possibilità di farlo sino alla fine degli spettacoli.

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