Il sindaco di Collinas e presidente del Consorzio Turistico Sa Corona Arrùbia, Francesco Sanna, ha partecipato nei giorni scorsi a una missione istituzionale a Bruxelles insieme a una delegazione di dirigenti della Sardegna, su invito dell’europarlamentare Giuseppe Lupo (Partito Democratico, circoscrizione Sicilia e Sardegna) e con la guida del capo delegazione Efisio De Muru.
Nel corso della visita, i partecipanti hanno preso parte a una serie di incontri di approfondimento sul ruolo del Parlamento Europeo, sulle sue Commissioni e su diversi organismi spesso meno noti al grande pubblico, ma fondamentali nel processo legislativo che coinvolge cittadini, territori, comparti produttivi e organizzazioni economiche e sociali.
Per Sanna, si è trattato di un’esperienza di grande valore formativo e politico. “Un’occasione imperdibile per crescere e acquisire consapevolezza di un sistema strutturato, complesso ma necessario al compimento dei processi democratici che riguardano oltre 450 milioni di cittadini europei”, ha commentato il sindaco, sottolineando come oggi l’Unione non rappresenti più soltanto una realtà economica e monetaria, ma sempre più un luogo di condivisione di valori, diritti e prospettive comuni, soprattutto per le nuove generazioni.
Sanna ha evidenziato inoltre l’importanza di armonizzare progressivamente diritti, investimenti, formazione e strategie europee, superando la diffusa percezione di un’Europa burocratica e distante. “C’è molto da fare, da comprendere e da divulgare – ha spiegato – per cogliere le opportunità e disegnare nuove strategie di crescita, tenendo alta l’attenzione sulle aree non metropolitane, spesso dimenticate.”
Il sindaco ha anche ricordato l’impegno in collaborazione con AICCRE e Focus Europe ETS – La Rete dei Territori Europei, per la partecipazione attiva a progetti di cooperazione e finanziamenti diretti destinati ai territori locali.
Nel suo intervento, Sanna ha rivolto un appello chiaro: “Per le aree interne, marginali e da accompagnare a una dolce morte secondo miopi valutazioni che respingiamo con forza, si gioca in questi anni la partita decisiva. Nessuno difenderà le nostre ragioni al posto nostro: dobbiamo farlo noi, con intelligenza, studio e strategia, partecipando alla politica reale, quella delle esigenze concrete delle persone comuni”.
Il messaggio finale è di fiducia e responsabilità collettiva: “È un nostro diritto e un nostro dovere – ha concluso – costruire un’Europa che appartenga davvero ai nostri figli e alle comunità del futuro.”





