A San Gavino Monreale la sanità territoriale vive una delle sue fase che definire “complicata” è un eufemismo. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate segnalazioni e notizie di disservizi, guardie mediche non disponibili, medici in pensione (con eventuali sostituti in altri paesi), sovraffollamenti in ospedale, assenza di parcheggi, in un quadro che alimenta crescente preoccupazione.
La situazione più emblematica (problema che riguarda non solo San Gavino, ma tutto il Medio Campidano) riguarda la guardia medica, il primo presidio sanitario per le urgenze notturne e festive. Già da tempo la copertura del servizio non viene garantita durante le festività, con turni scoperti e cittadini costretti a rivolgersi ad altri Comuni o direttamente ad un pronto soccorso già in sofferenza. Nei giorni scorsi la ASL del Medio Campidano ha comunicato l’ennesima interruzione temporanea del servizio nella notte tra il 6 e il 7 novembre, prolungata poi anche per sabato 8 novembre, confermando un problema ormai cronico legato alla carenza di personale e alla difficoltà di reperire medici disponibili a coprire le sedi periferiche.
Parallelamente, anche la medicina di base è in grande affanno: diversi medici di famiglia nel territorio sono andati in pensione e i nuovi incarichi faticano ad essere assegnati, lasciando centinaia di assistiti senza un riferimento stabile. I pazienti, spesso anziani, si trovano costretti a spostarsi in altri centri del territorio, con notevoli disagi. Con il pensionamento della stimatissima dottoressa Angela Deiana, i pazienti sono stati dirottati a Pabillonis. Si tratta di un problema enorme per i cittadini che non hanno possibilità di spostarsi autonomamente di diversi chilometri per una visita o una semplice prescrizione medica.
Il quadro appare paradossale se si considera che San Gavino ospita l’ospedale Nostra Signora di Bonaria, polo di riferimento provinciale (e oltre, data l’affluenza di pazienti anche dall’oristanese) che però, tra reparti sottodimensionati e personale insufficiente, vive spesso momenti di difficoltà. Come è capitato nelle estati del 2023 e del 2024, con la crisi di personale nel Pronto Soccorso e le minacce di chiusura, poi scongiurata, diversamente da quanto accaduto al Pronto Soccorso di Oristano pochi anni prima, con chiusura e dirottamento dei pazienti proprio a San Gavino Monreale.
A completare un quadro complicatissimo, un’immagine che oggi suscita non poche polemiche: il mercatino settimanale che ogni venerdì viene ospitato nei parcheggi del nosocomio, riducendo gli spazi destinati ai pazienti, ai visitatori e al personale sanitario.
“Vergognoso, che il venerdì, a causa del mercatino, non si trovi parcheggio per portare un familiare a fare delle visite mediche all’ospedale” denuncia Marco Atzeni, cittadino di San Gavino Monreale, che si rivolge al Sindaco una domanda: “Non si riesce a trovare un’altra location per il mercatino?”.
La posizione del mercatino settimanale è una questione annosa, discussa in innumerevoli consigli comunali, riunioni del Centro Commerciale Naturale, proposta da cittadini e associazioni, ma dopo decenni, nessuna amministrazione comunale ha preso una decisione coraggiosa e probabilmente necessaria, allestendo uno spazio alternativo in una zona differente e meno critica.
Il risultato di tutti questi problemi è una sensazione diffusa di un abbandono del territorio, che si estende ben oltre i confini del paese e colpisce tutta la Provincia del Medio Campidano. A risentirne sono soprattutto i cittadini più fragili, per i quali anche una semplice influenza o un controllo di routine possono trasformarsi in un percorso a ostacoli.
In molti chiedono e si aspettano un cambio di rotta e un intervento immediato della Regione Sardegna e della ASL Medio Campidano, ma anche dei Primi Cittadini dei Comuni del territorio (il sindaco è l’autorità sanitaria locale con responsabilità sulla salute pubblica), per ristabilire i servizi minimi di continuità assistenziale, veder assegnare nuovi medici di base e garantire un’organizzazione più efficiente del presidio ospedaliero e degli spazi afferenti.





