A San Gavino Monreale il Gruppo Civico 24-29, rappresentato dai consiglieri Alberto Casu, Silvia Mamusa e Nicola Orrù, ha diffuso un comunicato stampa nel quale chiede chiarimenti all’amministrazione comunale in merito al progetto di mitigazione del rischio idrogeologico finanziato con 12,5 milioni di euro, che prevede interventi sul Rio Mannu e la ricostruzione del ponte di via Villacidro.
I consiglieri evidenziano come il finanziamento rappresenti il primo passo di un progetto più ampio, ma manifestano dubbi sul destino del ponte di via Po, struttura strategica che collega il paese con Guspini, Gonnosfanadiga e le aree rurali limitrofe.
Nella nota stampa si legge infatti: «Apprendiamo dalla stampa e dai social che è stato assegnato un finanziamento di 12 milioni e mezzo di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico, in particolare per la modifica del Rio Mannu e rifacimento con gli standard di sicurezza del ponte sulla via Villacidro. Viene comunicato che è il primo stralcio di un progetto più articolato. La somma era quella ipotizzata per ricostruire anche il ponte di via Po (strada per Guspini e Gonnosfanadiga). Ipotizziamo che tale somma richiesta non sia più sufficiente per quest’opera».
«Sui social – si legge nel comunicato della minoranza – il sindaco scrive che il finanziamento consentirà l’eliminazione dell’alto rischio idrogeologico nella zona PIP. Quindi deduciamo che il ponte della via Po verrà demolito senza essere immediatamente ricostruito. Ora ci chiediamo quali siano le conseguenze di tale scelta che interromperà il traffico in entrata e uscita da e verso Guspini e Gonnosfanadiga, nonché verso le zone rurali oltre il ponte».
Il gruppo consiliare solleva inoltre interrogativi sul futuro della “circonvallazione Ovest”, un progetto approvato in Consiglio comunale e finanziato con oltre tre milioni di euro, che prevedeva la riqualificazione di via Tuveri (il viale della fonderia) e un nuovo tratto stradale di collegamento fino alla provinciale per Pabillonis.
«Ci chiediamo – è la domanda dei consiglieri – quale sia il destino del finanziamento per la realizzazione della “circonvallazione Ovest” che prevedeva il rifacimento della via Tuveri (viale della fonderia e nuovo tratto stradale per l’aggiramento dell’agglomerato di via Vespucci e via Colombo che andava a concludersi con una intersezione nella strada provinciale per Pabillonis già finanziato con oltre tre milioni di euro e approvato in Consiglio comunale. Quest’opera, senza il ponte della via Po, rischia di non essere più realizzata. Per comprendere quale strategia è stata disegnata dall’amministrazione e per comprendere diversi aspetti tecnici dell’opera finanziata, unitamente al gruppo San Gavino al centro e alla consigliera Cruccu del gruppo misto, chiederemo un punto all’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile per avere delucidazioni in merito».
Infine, un appello ad un’ampia condivisione del progetto con la cittadinanza, al fine di far meglio comprendere il destino non solo dell’area di via Villacidro, ma quello di tutto il paese che da decenni attende la soluzione dei problemi idrogeologici causati (anche) dal Rio Mannu.
«Vista la rilevanza dell’opera, chiederemo la presenza degli ingegneri che hanno redatto il progetto e la possibilità che i cittadini possano partecipare alla discussione».
Per queste ragioni, il Gruppo Civico 24-29, insieme al gruppo San Gavino al Centro e al Gruppo misto, chiederà di inserire un punto specifico all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale per discutere nel dettaglio la questione.
«Vista la rilevanza dell’opera – concludono Casu, Mamusa e Orrù – chiederemo la presenza degli ingegneri che hanno redatto il progetto e la possibilità che i cittadini possano partecipare alla discussione».
Il dibattito sul futuro del Rio Mannu e della viabilità sangavinese è dunque destinato a entrare presto nell’aula consiliare, per illustrare e chiarire l’impatto delle scelte progettuali sul territorio e sulla mobilità locale.





