Il primo novembre 2025 alle cinque del pomeriggio, tra le strade di San Gavino Monreale, in diversi angoli del centro storico e in Piazza Marconi, sono riecheggiate voci nuove e antiche. Richiami dei venditori ambulanti del passato, frasi in lingua sarda comprensibili solo ai sangavinesi e altri suoni dimenticati hanno improvvisamente ripreso vita grazie a una prova generale spontanea e vibrante del progetto di arte pubblica partecipata Su Suadòri.
Promosso dal collettivo che porta il suo stesso nome, il progetto coinvolge diversi protagonisti della vita culturale sangavinese e numerosi cittadini che hanno accettato di mettersi in gioco in un evento collettivo unico nel suo genere. Le compagnie teatrali Chen’e Sentidu, Come.te, Piccolo Teatro Umoristico e Muredda hanno avviato una ricerca sulla memoria collettiva del paese: suoni, odori, oggetti e storie che rischiano di sbiadire insieme all’identità, complessa e stratificata, della nostra comunità.
Tra i membri del collettivo spontaneo che da oltre un anno lavorano con entusiasmo a questo ambizioso progetto figurano il regista e autore teatrale Cristian Aru, la regista Tonina Fois, la regista Martina Cruccu, lo scultore Alessio Orrù, lo scrittore e sceneggiatore Daniele Mocci e la coreografa Sara Perra. Ma centinaia di altri partecipanti stanno già preparando la loro parte.
Uno dei protagonisti racconta: “Nella località de Is Quatru Grifonis, si è formato un piccolo gruppo che ha iniziato a ripetere i suoni e le frasi dei vecchi venditori ambulanti. Quelle stesse voci che, almeno fino agli anni ’80, attraversavano il paese per attirare l’attenzione degli abitanti. Prima della performance, abbiamo raccolto dalla memoria dei sangavinesi queste frasi, creando una sorta di archivio vivente. Mentre ognuno declamava una frase, un urlo, un invito, il gruppo si è messo in cammino verso Piazza Marconi. Tutto aveva un sapore di déjà-vu: riconoscere quei suoni è stato come tornare indietro nel tempo. In pochi minuti siamo arrivati nella Piazza della Chiesa: la strada si è trasformata in un contenitore acustico e il corteo ha donato direzione e densità storica. La gente, sentendo i rumori, usciva di casa incuriosita. All’inizio non capiva, ma poi le voci prendevano forma, trovavano un ritmo e si diffondevano nello spazio come se riprendessero il loro posto originario.”
Nello stesso momento, un altro gruppo si è riunito davanti alla storica chiesetta di Santa Croce, dando vita a una seconda messa in scena: modi di dire ironici e sarcastici, allusioni a personaggi ‘pubblici’ del passato, autentici frammenti della lingua viva del paese. Il tutto accompagnato dal suono di due campanacci che riportavano nelle strade le atmosfere di una civiltà agro-pastorale ormai quasi scomparsa. Poco dopo, i due gruppi si sono ritrovati in Piazza Marconi, unendo le proprie voci in un unico grande coro della memoria.
Su Suadòri vuole riportare nelle piazze e nelle vie del paese l’identità stessa dei sangavinesi: storie, personaggi del passato, racconti sussurrati davanti al caminetto, aneddoti mai scritti ma ancora vivi nella memoria collettiva. Narrazioni tramandate dai vecchi ai giovani, ora pronti a risuonare e risplendere nuovamente negli spazi pubblici, come parte di un rito condiviso.
Questo articolo è anche un invito alla partecipazione: nel 2026 il progetto sarà realizzato nella sua forma più compiuta, come una performance collettiva, gioiosa e unica, che coinvolgerà tutto il paese: giovani e anziani, professionisti, appassionati e curiosi. Chi volesse partecipare o contribuire può contattare la redazione.
Le prove generali hanno già mostrato l’enorme potenziale dell’iniziativa tra sorprese, emozioni e risate. Non vediamo l’ora di condividere questo spettacolo collettivo con l’intera comunità, unita dalla propria memoria.




Ipotesi di data (da verificare e confermare) per la messa in scena della performance Su Suadòri: San Gavino Monreale, 21 giugno 2026
PROGETTO DI ARTE PUBBLICA PARTECIPATA CARATTERIZZATO DA UNA PERFORMANCE URBANA COLLETTIVA E ITINERANTE NELLE STRADE DI SAN GAVINO MONREALE
Su suadòri è un oggetto caro a tutti coloro che hanno o che hanno avuto un caminetto tradizionale in casa. Quindi, anche agli abitanti di San Gavino Monreale.
Veniva e viene utilizzato per aggiustare e ravvivare il fuoco del camino: il suo soffio accompagnava e scandiva i racconti familiari, le leggende, gli aneddoti del paese, le storie del passato e i racconti della tradizione popolare.
Nella lingua italiana viene chiamato soffietto, canna o asta soffietto, soffione.





