Dalle pagine di Casa Zapata – Barumini e dintorini arriva una notizia che ha commosso l’intera comunità di Barumini e tutti coloro che, negli anni, hanno visitato il complesso nuragico incontrando uno dei suoi simboli più affettuosi. Swiffer, il gatto che molti consideravano il custode del nuraghe, se n’è andato, lasciando un senso di profonda tristezza tra operatori, visitatori e abitanti del paese.
Elegante, discreto ma sempre presente, Swiffer aveva fatto dell’area archeologica il suo regno. Accompagnava i visitatori con passo lento e curioso, si lasciava fotografare, cercava carezze e osservava da lontano le comitive, quasi a voler controllare che tutto scorresse nel modo giusto. Era parte del luogo, un tassello silenzioso ma prezioso della quotidianità del sito UNESCO.
Nel messaggio pubblicato sui social, il saluto è semplice ma toccante: “Ciao Swiffer, ci mancherai, corri felice nei prati del paradiso…”. Parole che raccontano l’affetto sincero verso un gatto che, per molti, era diventato un compagno di visita, un volto familiare, un piccolo guardiano sempre vigile del patrimonio nuragico.
La sua presenza resterà nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo almeno una volta, magari all’ombra delle mura millenarie della reggia nuragica. Perché anche gli animali, con la loro delicatezza e la loro quotidiana naturalezza, riescono a entrare nella storia dei luoghi e nel cuore delle persone.
Swiffer ora non c’è più, ma il suo spirito resterà per sempre legato a Barumini, tra le pietre del nuraghe e il calore di una comunità che lo ha adottato e amato.
Photo credits: Casa Zapata – Barumini e dintorni





