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sabato, 6 Dicembre 2025
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Massimo Carlotto torna in Sardegna con “A esequie avvenute”: tre appuntamenti per il ritorno dell’Alligatore, trent’anni dopo

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Trent’anni sono un tempo che divora. Cancella volti, sbriciola certezze, trasforma le città in palinsesti illeggibili. Eppure Marco Buratti — l’Alligatore, investigatore privo di tesserino, ex galeotto che lo Stato ha tradito costringendolo a sette anni di carcere da innocente — è ancora qui. Più stanco, più consapevole, più necessario. Ascolta le Signore del blues, beve calvados, porta addosso il peso delle scelte e delle ferite. Un Tulipano Nero che agisce secondo coscienza, senza dover stare alle regole di chi lo ha già tradito.

Massimo Carlotto riporta in Sardegna il personaggio che ha ridefinito il noir italiano, con tre appuntamenti imperdibili per la X edizione del Dicembre Letterario. “A esequie avvenute” (Einaudi, 2025) è il ritorno che nessuno sperava più: otto anni di silenzio, poi questa storia che vibra come un blues sporco, un noir che non promette redenzione ma non smette di cercare verità.

È inverno nel Nordest. Gelo che spacca le ossa. Una donna moldava viene rapita. Il riscatto — un milione di euro — viene pagato, ma lei non torna. L’incarico ricade su Buratti e sulla sua banda: Max la Memoria e Beniamino Rossini, uomini che hanno scelto di vivere ai margini perché le regole hanno già tradito. E quando tutto va storto, quando la donna scompare per sempre, l’Alligatore decide che la verità va ristabilita. Anche quando non interessa più a nessuno. Anche quando il prezzo da pagare è troppo alto.

Carlotto scrive il suo noir più cupo. Un’anatomia spietata del Veneto contemporaneo, dove il crimine si è fatto legale, giustificato dal denaro, ripulito dall’opulenza. Dove dietro la vita agiata si nasconde ogni nefandezza: il territorio saccheggiato, la manodopera schiavizzata, il cemento che divora ogni metro quadro. L’Alligatore si muove in questo paesaggio con la lucidità di chi sa che ogni battaglia è persa in partenza, ma continua comunque. Perché la dignità si misura proprio lì: nella scelta ostinata di non arrendersi.

I noiristi hanno una missione: mostrare il mondo senza veli. Carlotto la porta avanti con una lingua del crimine che è piana e sincopata insieme, pulita come l’anima non potrà esserlo mai. È letteratura che morde, che non offre consolazioni ma che cura — medicina per il cuore e per la mente, come il blues che Buratti ascolta per tenere insieme i pezzi della propria esistenza. In queste pagine suona la melodia più malinconica: quella di chi resta vivo per testimoniare, anche quando testimoniare non serve. Quella del disincanto che non diventa resa.

Tre occasioni per incontrare Massimo Carlotto e dialogare sull’Alligatore, sulla scrittura, sul tempo che passa e sulla resistenza che resta:

CAGLIARI — Martedì 25 novembre, ore 18:00
Fondazione di Sardegna, Via San Salvatore da Horta
Dialoga con l’autore: Simonetta Selloni

NUORO — Mercoledì 26 novembre, ore 18:30
EXMÈ, Piazza Mameli
Dialoga con l’autore: Emiliano Longobardi
Con la partecipazione di “Dialoghi con l’autore”

VILLACIDRO — Venerdì 28 novembre, ore 19:30
Liceo Classico e Linguistico “E. Piga”, Via Regione Sarda
Dialoga con l’autore: Andrea Melis

L’evento è organizzato dal Club di Jane Austen Sardegna che ha curato il tour sardo del trentennale, con la direzione artistica di Giuditta Sireus e la presidenza di Gabriela Podda, con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.

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