“Ancora una volta, dal governo Meloni arriva una presa di posizione molto politica e poco istituzionale. La Sardegna attendeva da 20 anni l’attuazione del Comparto Unico, che rientra nelle prerogative della sua Autonomia. L’impugnazione delle legge, alla cui approvazione siamo arrivati con una votazione unanime di tutto il Consiglio regionale, è l’ennesima dimostrazione di come si voglia frenare lo sviluppo della nostra isola”.
Così Paola Casula, sindaca di Guasila e consigliera regionale di Sinistra Futura, in seguito all’impugnazione da parte del Governo della legge regionale di attuazione del Comparto Unico di contrattazione collettiva.
“La Regione Sardegna sta provando a incidere sulle disparità che ancora permangono nell’isola con leggi che sono frutto di dialogo, ascolto e condivisione. Per il Comparto Unico eravamo giunti ad un risultato storico per assicurare pari dignità lavorativa e retributiva ai tanti e alle tante dipendenti degli Enti Locali della Sardegna. Così il Governo vuole farci fare un salto all’indietro di 20 anni. A pagarne le spese non sono solo i lavoratori e le lavoratrici, ma tutte le comunità sarde che devono fare i conti con servizi precari a cui non non sarebbe possibile garantire un adeguato potenziamento”.
L’impugnazione, in attesa della sentenza della Corte Costituzionale, non ferma però la prosecuzione della legge. “Andremo avanti, difenderemo questa riforma e la dignità delle tante persone che da ogni parte della Sardegna che attendevano e attendono gli effetti del percorso fatto insieme. Dobbiamo assicurare loro un futuro giusto e equo”.




