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domenica, 25 Gennaio 2026

Tassa d’imbarco, Alberto Urpi rilancia: “Pochi turisti, con questo clima la Sardegna deve essere accessibile tutto l’anno”

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Con 18 gradi registrati in questi giorni in gran parte della Sardegna, l’Isola mostra ancora una volta un grande potenziale fuori stagione che fatica però a tradursi in presenze turistiche. A fronte di temperature miti che molte capitali europee possono solo invidiare, i flussi turistici restano contenuti, in particolare quelli internazionali, aprendo una riflessione sulle politiche di accessibilità e sui costi dei collegamenti aerei.

A sollevare il tema è il consigliere regionale Alberto Urpi, che in una nota diffusa oggi sottolinea la contraddizione tra le condizioni climatiche favorevoli e la scarsa presenza di visitatori. “Oggi in Sardegna si registrano 18 gradi. Temperature miti che interessano tutto il Sud Sardegna e, più in generale, gran parte dell’Isola. Un clima che molte capitali europee, in questo periodo dell’anno, possono solo invidiare. Eppure, mentre le grandi città del mondo sono piene di turisti, la Sardegna continua a vedere una presenza straniera troppo bassa, soprattutto fuori stagione”, osserva Urpi, parlando di una fotografia che impone interrogativi seri sulle scelte strategiche in materia di turismo.

Secondo il consigliere, le risorse non mancano. La Sardegna dispone di un patrimonio naturalistico e culturale unico, che spazia dai nuraghi ai beni archeologici, dalle tradizioni all’enogastronomia, dal mare all’entroterra. Un insieme di attrattori che, se adeguatamente supportati, potrebbero rendere l’Isola una destinazione competitiva dodici mesi l’anno. “Abbiamo tutto ciò che serve per essere una destinazione turistica attrattiva dodici mesi l’anno, ma continuiamo a non sfruttare appieno questo potenziale”, rimarca.

Da qui l’annuncio dell’intenzione di presentare una mozione in Consiglio regionale per avviare interventi strutturali, a partire dall’abbattimento della tassa d’imbarco aeroportuale. “Investire 15 milioni di euro – o 30 milioni se vogliamo essere certi del risultato – per abbattere la tassa aeroportuale e rendere la Sardegna più competitiva sul piano delle rotte aeree non è un rischio, ma una scelta strategica”, afferma Urpi, evidenziando come una riduzione dei costi possa favorire accordi con i grandi vettori internazionali e garantire collegamenti più stabili durante tutto l’anno.

Il confronto con altri territori europei rafforza la tesi. Esistono realtà con un’offerta culturale e paesaggistica inferiore a quella sarda che riescono comunque ad attrarre flussi turistici continui, puntando su collegamenti aerei favorevoli e su politiche fiscali mirate, oltre che su sport (circuiti internazionali di golf, sport outdoor, parapendio) anche su eventi e turismo esperienziale. Un modello che, secondo Urpi, potrebbe essere adattato anche al contesto isolano.

La destagionalizzazione, conclude il consigliere regionale, non rappresenta solo una scelta turistica ma una leva di sviluppo complessivo. “Destagionalizzare il turismo significa creare lavoro, generare economia, far conoscere l’Isola per le sue eccellenze, la sua storia e la sua identità. Significa investire oggi per avere un ritorno economico certo domani”. Pur dai banchi della minoranza, Urpi ribadisce la volontà di portare avanti proposte concrete con spirito costruttivo, nella convinzione che il benessere diffuso sia il presupposto per uno sviluppo duraturo dell’intera Sardegna.

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