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sabato, 24 Gennaio 2026

Guardie mediche chiuse nei festivi, la denuncia di Simone Murtas: “Situazione inaccettabile e vergognosa”

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Nel pieno delle festività natalizie e di Capodanno, il tema della continuità assistenziale nel Medio Campidano torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico. L’emergenza relativa alla mancata operatività di numerosi punti di guardia medica in vari comuni del territorio sta generando preoccupazione e rabbia tra cittadini e amministratori locali. Tra le voci più critiche c’è quella del vicesindaco di Arbus, Simone Murtas, che affida a una nota il suo durissimo commento sulla situazione.

“È inaccettabile, vergognoso e profondamente irrispettoso che nel Medio Campidano, nei giorni festivi, le guardie mediche siano assenti o di fatto irraggiungibili. Parliamo di un servizio essenziale, non di un favore. La salute delle persone non va in vacanza, non si ferma a Natale, a Pasqua o nei weekend.” Parole che fotografano con estrema chiarezza il disagio di un territorio che, ancora una volta, si trova a fare i conti con una sanità fragile, soprattutto nei momenti in cui dovrebbe essere maggiormente garantita.

Secondo Simone Murtas, le conseguenze di queste mancanze sono pesanti. “Lasciare interi territori senza assistenza medica significa abbandonare cittadini, anziani, famiglie e persone fragili a se stesse, costringendole a percorrere chilometri o a intasare i pronto soccorso per mancanza di alternative. Questa non è inefficienza: è una grave responsabilità istituzionale.” Il riferimento è al rischio di sovraccarico degli ospedali e all’inevitabile aumento delle difficoltà per chi non può spostarsi facilmente.

Il vicesindaco di Arbus richiama con forza istituzioni e dirigenti sanitari alle loro responsabilità, sottolineando come il problema non possa essere considerato una semplice “difficoltà organizzativa” passeggera. “Chi amministra e chi decide deve rispondere di questo vuoto inaccettabile. Il Medio Campidano non è una zona di serie B e i suoi abitanti non valgono meno solo perché vivono lontano dai grandi centri. Garantire la continuità dell’assistenza sanitaria, soprattutto nei giorni festivi, è un dovere, non un’opzione.”

Il caso delle guardie mediche non operative accende ancora una volta il dibattito più ampio sul diritto alla salute nelle aree interne della Sardegna, dove la distanza dai grandi centri urbani rende ancora più indispensabile la presenza di servizi territoriali efficienti e funzionanti. Una crisi di personale che investe sistematicamente il Medio Campidano a ogni festività, da anni. La domanda è sempre la stessa: perché il problema continua a ripetersi senza che chi di dovere intervenga in maniera risolutiva?

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