In queste ore il dibattito sul nuovo ospedale di San Gavino Monreale è tornato al centro dell’attenzione pubblica, anche a seguito delle preoccupazioni espresse da alcuni sindaci del territorio e riportate anche sulle nostre pagine. Preoccupazioni che riflettono l’importanza strategica dell’opera per l’intero territorio del Medio Campidano, chiamato a rafforzare il proprio ruolo all’interno del sistema sanitario regionale.
Proprio ieri si è svolto un incontro tra il consigliere regionale Gianluigi Piano e il dottor Antonio Lorenzo Spano, nuovo Direttore Generale della ASL del Medio Campidano. Un confronto definito utile e concreto, durante il quale è stato affrontato il quadro complessivo della sanità nel territorio, analizzando criticità e priorità da affrontare nell’immediato. Al centro del dialogo la rete dei servizi, la carenza di personale, l’organizzazione del pronto soccorso, il ruolo delle strutture intermedie e il necessario potenziamento della medicina territoriale, in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale.
Sul nuovo ospedale di San Gavino Monreale è stato chiarito che, rispetto alla precedente scadenza fissata per giugno, la conclusione dei lavori subirà uno slittamento. Un ritardo legato anche a contenziosi, ma soprattutto alla complessità delle procedure tecniche e amministrative che accompagnano le grandi opere pubbliche. È stato tuttavia ribadito che una parte delle risorse necessarie al completamento è già stata stanziata e che, per la restante quota, non mancherà l’impegno nel reperimento dei fondi, considerando l’intervento una priorità sia per la Regione Sardegna sia per il territorio.
Il messaggio che emerge è un invito a evitare allarmismi e a puntare su serietà, programmazione e risorse certe. Il Medio Campidano, sottolinea Gianluigi Piano, non è e non sarà considerato una periferia sanitaria, ma una componente integrante e strategica del sistema sanitario regionale.
“Non servono allarmismi ma serietà, programmazione e risorse certe” – ha dichiarato il consigliere regionale – “Il Medio Campidano non è e non sarà trattato come una periferia sanitaria, perché la Regione considera questo territorio parte integrante e strategica del sistema sanitario regionale. Le difficoltà esistono e nessuno le nasconde, ma trasformarle in una narrazione di abbandono non aiuta i cittadini. Occorre lavorare con responsabilità e da parte mia e del gruppo del Partito Democratico l’impegno sarà costante, continueremo a restare vicini alle comunità, a vigilare sulle scelte regionali e pretendere risultati concreti”.




