I gravi ritardi nella progettazione degli interventi di bonifica del sito minerario di Montevecchio Ponente finiscono all’attenzione del Parlamento. Il 13 gennaio 2026 l’onorevole Gianni Lampis ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per fare chiarezza sullo stato delle procedure e sulle responsabilità legate al mancato rispetto delle scadenze.
Il sito di Montevecchio Ponente, situato nei territori dei comuni di Arbus e Guspini, è interessato da rilevanti criticità ambientali derivanti dalle attività minerarie storiche e necessita di interventi urgenti di bonifica e messa in sicurezza. La progettazione propedeutica agli interventi è stata affidata a IGEA S.p.A., società in house della Regione Autonoma della Sardegna.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, IGEA avrebbe dovuto presentare il progetto di bonifica entro il mese di settembre 2025, termine già frutto di precedenti proroghe. Tuttavia, alla data del 31 dicembre 2025 il progetto non risultava ancora depositato e non è stata comunicata una tempistica certa per la conclusione delle attività progettuali. Una situazione che, sottolinea Lampis, sta producendo effetti negativi sul cronoprogramma degli interventi, generando incertezza nelle comunità locali e ritardando la messa in sicurezza di un’area di rilevante impatto ambientale e a forte vocazione turistica.
Nell’atto parlamentare viene inoltre richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 42/58 del 7 agosto 2025, con la quale sono stati definiti gli obiettivi assegnati a IGEA per il triennio 2025-2027. Secondo il deputato, tali indirizzi risulterebbero prevalentemente orientati al rilancio industriale e alla riorganizzazione aziendale della società, senza individuare in modo esplicito e prioritario le bonifiche ambientali, con il rischio di rallentare ulteriormente le procedure in corso.
L’interrogazione chiede al Ministro di chiarire lo stato dell’arte della procedura autorizzatoria, l’esistenza di un cronoprogramma aggiornato e vincolante e le motivazioni ufficiali addotte da IGEA per giustificare i reiterati ritardi. Viene inoltre sollecitata l’illustrazione delle iniziative di vigilanza e controllo attivate dal Ministero e la valutazione di eventuali strumenti straordinari di governance, fino all’ipotesi di commissariamento della procedura, al fine di garantire tempi certi, efficacia degli interventi e tutela dell’interesse pubblico ambientale.
Si tratta di un atto che riporta al centro del dibattito politico il tema delle bonifiche minerarie in Sardegna e che evidenzia come l’assenza di certezze operative rischi di compromettere non solo la sicurezza ambientale, ma anche le prospettive di valorizzazione storico-culturale e turistica di un’area simbolo del patrimonio minerario dell’Isola.




