Ci sono persone che scelgono di esserci, ogni giorno, con discrezione e determinazione, trasformando l’impegno in uno slancio di cura verso la comunità. Giusy Atzori, recentemente proclamata Sangavinese dell’Anno 2025, è una di queste figure: una presenza costante nel tessuto sociale di San Gavino Monreale, capace di unire sensibilità ed energia organizzativa.
Presidente dell’Associazione Insieme Si Può APS, Giusy Atzori è da anni in prima linea nella promozione di iniziative dedicate alla prevenzione, alla sensibilizzazione e alla lotta contro i tumori femminili. Nel corso del 2025 ha dato vita a un calendario intenso di appuntamenti che hanno coinvolto e mobilitato l’intera comunità.
Abbiamo voluto rivolgerle qualche domanda per ripercorrere con lei il suo percorso di vita, capire cosa significa oggi fare attivamente volontariato con continuità e visione, e quali sono le motivazioni che spingono a trasformare un’idea in un progetto capace di lasciare un segno reale nel territorio.
Ciao Giusy, di nuovo congratulazioni per il tuo titolo di “Sangavinese dell’Anno” e grazie per il tempo che ci dedicherai. Partiamo subito con la prima domanda.
Il tuo impegno nella prevenzione e nella lotta ai tumori femminili è instancabile: dove trovi l’energia per organizzare così tanti eventi, spesso anche complessi?
“Dopo la seconda diagnosi di tumore ho visto il mondo crollarmi addosso, mi ha colta impreparata perché pensavo di aver dato tanto a 40 anni quando il cancro al seno ha bussato per la prima volta alla mia porta. La seconda volta è stata più devastante della prima, tutto il percorso, doloroso, debilitante, infinito, un percorso che ancora non ho concluso, ha stravolto e spazzato via tutto come un uragano. Da lì a poco ho perso tutti i miei riferimenti, l’entusiasmo, la serenità, la luce, la forza di rimboccarmi le maniche. Dal ricovero lunghissimo con complicazioni, alla perdita di sensibilità degli arti e quasi totale perdita dell’utilizzo degli arti inferiori. Giorni infiniti di terapie su terapie, riabilitazione, terapia del dolore, psicoterapia, un mondo tutto nuovo. Ho avuto la fortuna di essere seguita passo dopo passo, grazie ad un intervento multidisciplinare che mi ha dato modo di riprendere piano piano in mano la mia vita.
Sono stati giorni infiniti di dolore, di stanchezza, di malessere, di non riconoscersi perché il tuo corpo cambia, tu cambi, ti guardi allo specchio ma non sei tu, la tua mente e tutto ciò che ti circonda sono nuovi, visti con occhi diversi. Quando realizzi che tutto non è più come prima, che tu non sei come prima e non tornerai quella di prima, ti fai forza e combatti, perché tutto lo vedi come un dono, come una seconda occasione che ti viene data. Ecco da cosa è scaturito tutto quello che sono oggi. Da un profondo dolore è scaturita forza, determinazione, caparbietà, voglia di non sprecare neanche un secondo della mia vita. Credimi, tante volte non riesco a muovermi come un tempo, perché le mie gambe e le mani dormono, tra intorpidimento, punture di spilli, crampi e scosse, non ti abitui completamente, ma ho imparato a vivere la vita in modo diverso, dove non arrivano le gambe la testa fa il doppio. Il mio difetto? Non darmi per vinta e andare oltre anche se sono stremata: non mollo, non posso e non devo farlo. Con la fondazione dell’associazione (che tutti giorni ringrazio, per la loro voglia di mettersi in gioco e condividere ogni passo) ho dato sfogo a tutto ciò che avevo dentro e che prima non riuscivo per timidezza, per insicurezza ad esprimere o forse perché prima vedevo il mondo sotto un’altra prospettiva. L’idea di andare via da questo mondo senza aver dato speranza a chi attraversa il mio percorso, non avrebbe senso, più si condivide, più si testimonia, più se ne parla, più si sensibilizza e più c’è la possibilità di dare forza alle donne per affrontare meglio in modo più consapevole tutto il percorso. Ora il mio cervello non si spegne, non c’è notte o giorno che non scaturisca un idea. Il mio e il nostro compito è quello di essere vicine a tutte le donne, in modo diversi. Le idee nascono come dei desideri, più sono irraggiungibili e impossibili e più le vedo come una sfida, perché nel momento che le immagino e le realizzo mi fanno stare bene e se vedo che faccio stare bene anche gli altri, sono doppiamente felice“.
Nel 2025 hai promosso iniziative molto diverse tra loro, dalla Raggiosas Bike Ride al concerto con la cover band dei Nomadi, dal Villaggio della Salute alla Camminata in Rosa: cosa rende, secondo te, un evento davvero capace di lasciare un segno nella comunità?
“Nel 2024 ho fatto una scommessa con me stessa, avevo già diversi progetti in cantiere, da ex insegnante non lascio niente al caso, piano A piano B, poi certo gli imprevisti sono sempre dietro all’ angolo, ma cerco di arginare finché posso. La Raggiosas Bike Ride San Gavino Monreale è nata con la Raggiosas Bike Ride (Ketty ideatrice), Donne in bici e Micro mobilità che mi hanno coinvolta e io non ho fatto finire neanche la frase ho detto SIIII. Mi hanno permesso di portare a San Gavino la pedalata colorata e inclusiva dove abbiamo sommerso di colori e musica le vie del paese. È realizzata all’interno della Settimana Europea della mobilità per supportare iniziative per una mobilità per tutti, perché l’utilizzo della bicicletta contribuisce ad una pratica fisica importante, nonché al miglioramento della mobilità urbana nella direzione della sostenibilità ambientale.
La camminata in rosa è nata come una scommessa contro il Covid che ci aveva tenuti rinchiusi tanto tempo, senza avere più rapporti umani, solitudine se non attraverso un telefono o un video. Siamo scese in strada con le mascherine, schierate, con una voglia di abbracci, di spensieratezza. La camminata più bella in assoluto! Siamo arrivati alla 5° edizione, con una grande determinazione e voglia di non mollare, non sono importanti i numeri, ma che si sensibilizzi a 360 gradi e che si dia voce a tutte le donne.
La camminata Insieme si vince contro il Tumore Ovarico è nata subito dopo la nuova diagnosi, di cui poco si parla perché è un cancro silenzioso, asintomatico, perché spesso la sintomatologia viene confusa con altre patologie. Ho voluto fortemente dare voce a chi come me vive questa diagnosi Il mio caro “Big Killer” ha combinato un disastro e io a muso duro lo contrasto sensibilizzando. Sostenuta dalle mie sorelle in Rosa e dalle altre sorelle Tiffany oltre mare di Alto, un’associazione di donne coraggiose che convivono lo stesso mio percorso, di cui siamo Partner. Il Concerto della Cover Band dei Nomadi il Clan dei mercanti e servi ha avuto una doppia finalità, quella di sostenere la Ricerca e la piccola Alice affetta da malattia rara. Con una sottoscrizione a premi da parte dell’associazione e grazie al sostegno della comunità Sangavinese abbiamo donato una cifra importante per la causa.
Il villaggio della salute, un evento pensato e ripensato nei minimi particolari, per sensibilizzare tutta la comunità, gli operatori, amministratori e colori che si potevano rendere disponibili ad offrire la propria professionalità, con consulenze, screening gratuiti. Si è mobilitato il paese con un bellissimo risultato dalla prevenzione, al convegno, dallo sport all’integrazione e collaborazioni di associazioni presenti nel territorio. Un bel gioco di squadra che verrà ripetuto con novità importanti. Non so dire quale sia il motivo per far sì che un evento lasci un segno, se non la serietà, l’esperienza vissuta, la determinazione di condividere e fare avvicinare le persone ad informarsi a prendersi cura di sé stessi, attraverso diversi momenti, che non devono essere necessariamente a sfondo medico- specialistico, convegni, tavole rotonde, ma che attraverso, concerti sfilate, camminate, sport, giochi di squadra, il bel canto, il ballo, la creatività, si ottengano momenti di aggregazione e solidarietà.
Senza dimenticare il Concerto di Natale, realizzato qualche settimana fa, con artisti sardi che si sono resi disponibili gratuitamente per la raccolta fondi destinata all’acquisto di un casco refrigerante da donare al reparto oncologico di san Gavino e che ci vede unite alle Pink Flamingos promotrici e partners fondamentali”.
Uno degli aspetti che ti viene riconosciuto è la capacità di fare rete tra associazioni, istituzioni, professionisti e cittadini: quanto è stato difficile costruire questo modello e cosa ti ha insegnato il lavoro di squadra?
“In questo percorso ho imparato a destreggiarmi a mettermi ancora di più a disposizione, ho imparato a chiedere (prima non sarei mai riuscita a farlo) con umiltà, non solo per me ma per beneficiarne tutti. Lo scopo è sempre quello di unire tante persone, perché la collaborazione è il primo punto di partenza, tutti abbiamo bisogno di tutti. Oggi siamo in un periodo in cui tutto è fatto di corsa in modo scandito, non c’è spazio ai rapporti umani come un tempo, si è presi da tanto in modo frenetico che non si parla più. Questi momenti che nascono con l’associazione mi e ci servono per scendere in campo e andare oltre, coinvolgere le persone e far vedere che stare INSIEME, può solo fare bene, una medicina naturale, ridere, cantare, ballare… e ascoltare. Ecco perché mi ostino a portare avanti i progetti, anche se talvolta ci si imbatte in degli iter burocratici, più lunghi del previsto. Ma non mollo, perché ci credi non lo fai, e io CI CREDO. Quindi, quale modo migliore di creare rete se non condividere i progetti e trovare un punto d’incontro in tutti gli aspetti, medico, sociale, culturale, ricreativo, sportivo, musicale un unicum, dove tutti siamo protagonisti?”
Guardando al futuro, quali sono le prossime sfide e i nuovi obiettivi di Insieme Si Può APS, e che messaggio senti di lanciare alle donne sul valore della prevenzione e della consapevolezza?
“La prevenzione e la consapevolezza, non smetterò mai di ripeterlo sono le armi più potenti che abbiamo a disposizione per combattere i tumori femminili, grazie ad esse infatti si possono trasformare le malattie spesso letali in patologie altamente curabili. Per questo, quotidianamente dobbiamo ricordarci di sensibilizzare perché una attenta diagnosi precoce,migliora la probabilità di guarigione, rendendo le cure meno invasive, riduce la mortalità attraverso stili di vita sani (corretta alimentazione, esercizio fisico) e controlli regolari (autopalpazione, screening come mammografia, ecografia mammaria, ecografia transvaginale e Pap test). Nel momento in cui vengono organizzati gli eventi non si perde mai di vista la finalità, non solo la sensibilizzare, ma anche il sostenere la ricerca scientifica affinché vengano trovate cure più mirate e meno invasive con un accesso più tempestivo alle terapie esistenti e delle raccolte fondi i cui proventi vengono devoluti per l’acquisto di ausili ai reparti oncologici. Per tutte le attività sono importanti riferimenti i medici del Businco di senologia, ginecologia e cardiologia. Senza dimenticare la collaborazione con i reparti di oncologia, cardiologia e gineocologia di San Gavino, la collaborazione con la Lilt di Cagliari che presenta percorsi informativi e formativi e la ASL che ha permesso lo screening ginecologico in reparto nel mese di ottobre.
Nel mese di maggio il reparto di oncologia Nostra Signora di Bonaria accoglierà le Pink Flamingos e noi collaboreremo all’evento, coinvolgendo i bikers presenti a San Gavino che sposano la causa. Poi ci saranno le camminate per la sensibilizzazione sul tumore al seno e ovarico. E ancora Divini e di stelle, la Sfilata di moda, la notte rosa, quasi sicuramente si ripeterà la Pigiama Run, la Raggiosas Bike Ride, convegni, tavole rotonde, giornate e serate dedicate alla prevenzione, la Sport Day, concerti e, naturalmente, il Villaggio della Salute. E ancora, il Pomodoro per la ricerca, un’iniziativa di Fondazione Veronesi per finanziare la ricerca sui tumori pediatrici, un aiuto concreto a sostegno dei bimbi. E – speriamo – imminente la partenza del Coro Gospel”.
Noi non possiamo che ringraziare Giusy per questa intervista a cuore aperto, in cui abbiamo avuto il piacere e il privilegio di conoscere – e far conoscere anche ai nostri lettori – la sua storia, il suo difficile percorso e le attività di un’associazione che negli ultimi anni è riuscita a regalare speranza e a offrire un vero sostegno a tante Donne.



