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martedì, 10 Febbraio 2026

Manovra finanziaria e Fondo unico, Urpi: “I Comuni della Sardegna non possono più aspettare”

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È in corso in Consiglio regionale l’esame della manovra finanziaria presentata dalla Giunta di centrosinistra. Una manovra definita “tecnica” che, secondo il consigliere regionale Alberto Urpi, non conterrebbe ancora scelte in grado di fornire risposte immediate ai territori e una direzione chiara per la Sardegna.

Nel comunicato diffuso nelle scorse ore, Urpi sottolinea come, al momento, non vi sia traccia della tanto annunciata chiusura della vertenza entrate. Le risorse, secondo quanto riferito, dovrebbero arrivare con l’assestamento di febbraio o marzo, una tempistica che rischia di prolungare l’esercizio provvisorio e di far partire la spesa “troppo tardi”, riducendo in modo significativo l’impatto che quei fondi avrebbero dovuto generare.

“Nel frattempo, la Sardegna resta ferma ad aspettare”, osserva Urpi, chiedendo che vengano attivate subito maggiori risorse per i territori e per gli enti locali, come richiesto unitariamente da ANCI e CAL. Tra le priorità indicate, figurano i finanziamenti per i cantieri Lavoras, la prosecuzione dei lavori dell’ospedale di San Gavino Monreale, i ristori alle imprese colpite dal caro merci e la tassa di sbarco.

Al centro della presa di posizione anche il tema del Fondo unico per gli enti locali, per il quale Urpi invoca un “cambio di passo netto”. Secondo quanto riportato nel comunicato, dal 2023, ultimo anno della precedente legislatura, le risorse sarebbero state progressivamente ridotte, passando da 100 a 20 milioni di euro, mentre i costi a carico dei Comuni continuavano ad aumentare, tra energia, servizi sociali e sanitari, trasporti, rifiuti e manutenzioni.

Urpi rivendica inoltre il ruolo della minoranza di centrodestra, che nel 2024 e nel 2025 (quindi con due anni di anticipo rispetto a chi si intesta oggi il risultato) avrebbe chiesto con forza il ripristino di un Fondo unico da 100 milioni di euro, definendola una battaglia politica portata avanti con coerenza dentro e fuori dall’Aula. La proposta di Urpi allora fu bocciata perché – secondo la maggioranza – i Comuni disporrebbero di bandi e investimenti. Ma secondo il consigliere di Sardegna al Centro 2020 i soldi servono per le spese correnti. La richiesta viene rilanciata anche per l’attuale manovra: un aumento stabile del Fondo unico di almeno 100 milioni di euro e uno stanziamento triennale, così da garantire certezze ai Comuni e consentire una programmazione più solida.

Secondo Urpi, non è accettabile che ogni anno gli enti locali siano costretti ad approvare i bilanci senza sapere, fino a marzo, su quali risorse possano realmente contare. “Dare stabilità agli Enti Locali significa garantire servizi migliori ai cittadini sardi”, afferma, definendo la questione una responsabilità e un dovere di rispetto verso i territori.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato come anche all’interno della maggioranza vi sarebbero posizioni orientate a migliorare la manovra. “Meglio tardi che mai”, aggiunge Urpi, rimarcando però che sarà necessario verificare se alle intenzioni seguiranno i fatti.

Da parte della minoranza, la linea annunciata è quella di un lavoro in Aula finalizzato a migliorare la finanziaria, dichiarando un approccio costruttivo e privo di “steccati politici”, nell’interesse esclusivo della Sardegna.

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