Capita spesso, osservando le mappe della Protezione Civile Sardegna, di imbattersi in una situazione che a prima vista sembra illogica: tra centri abitati separati da pochi chilometri, come San Gavino Monreale, Villacidro, Sardara e Sanluri, possono comparire colori e livelli di allerta differenti. Un dubbio ricorrente, che porta molti cittadini a chiedersi se queste differenze dipendano da decisioni “locali” o da valutazioni discrezionali.
A chiarire il punto interviene Claudio Seda, volontario della Protezione Civile di San Gavino Monreale, ricordando innanzitutto che le diverse allerte non nascono da scelte arbitrarie dei singoli Comuni. Il criterio di base è tecnico e scientifico: la suddivisione del territorio non segue i confini amministrativi, né si misura con la vicinanza chilometrica, ma si fonda sui bacini idrografici e su come il suolo risponde alla pioggia.
Il punto centrale è proprio questo: la mappa regionale “divide” la Sardegna in zone omogenee dal punto di vista idrologico e idrogeologico. In altre parole, due paesi vicini possono ricadere in aree di allertamento diverse perché appartengono a bacini differenti, dove l’acqua si muove, defluisce e si concentra in modo diverso.
Nel dettaglio, Claudio Seda richiama la suddivisione ufficiale che interessa direttamente anche il Medio Campidano. San Gavino Monreale, insieme a Sardara e Pabillonis, rientra nella zona Montevecchio (Sard-C). Pur trattandosi di paesi di pianura, per la Protezione Civile questi territori sono accomunati dall’appartenenza allo stesso bacino idrografico, e quindi vengono valutati con parametri coerenti con quell’assetto.
All’interno di questo quadro, Seda evidenzia però un aspetto specifico che riguarda San Gavino Monreale e che è fondamentale tenere a mente quando si legge un bollettino: il paese può essere esposto anche a criticità locali di tipo idraulico. La presenza di rii e canali nel territorio, infatti, può generare problemi puntuali — come allagamenti urbani o esondazioni di corsi d’acqua minori — che possono manifestarsi indipendentemente dai fenomeni che interessano le aree collinari o montane vicine.
Diverso, invece, l’inquadramento per altri Comuni del circondario. Villacidro, Sanluri, Samassi e Serramanna ricadono nella zona Campidano (Sard-B): un altro bacino, legato alla piana, dove la dinamica dell’acqua e il modo in cui le precipitazioni si trasformano in deflusso e accumulo seguono comportamenti differenti rispetto alla fascia pedemontana.
Per comprendere meglio perché le allerte possano cambiare anche in distanze ridotte, Claudio Seda richiama poi una distinzione spesso sottovalutata, ma decisiva: la differenza tra rischio idrogeologico e rischio idraulico.
Il rischio idrogeologico riguarda la risposta del terreno e dei versanti alle piogge: frane, smottamenti, colate di fango. È un rischio che aumenta in relazione alla saturazione del suolo e alla fragilità di determinate aree, soprattutto in prossimità dei rilievi. In questo senso, San Gavino Monreale, Sardara e Pabillonis seguono il monitoraggio di questi fenomeni anche in virtù della loro appartenenza alla zona Sard-C.
Il rischio idraulico, invece, è legato ai corsi d’acqua e alla capacità di contenimento: esondazioni, tenuta degli argini, criticità nella piana dove l’acqua può espandersi e ristagnare. Questo è indicato come rischio principale per l’area che include Villacidro e Sanluri (Sard-B), ma — come ribadisce Seda — riguarda direttamente anche San Gavino Monreale proprio per la rete di canali e rii presenti nel territorio comunale, che può determinare emergenze localizzate.
La conclusione, secondo il volontario sangavinese, è netta: non bisogna leggere l’allerta “a vista” basandosi solo sul fatto che due paesi siano confinanti o vicini. Un Comune può avere un codice colore diverso da quello accanto perché la zonizzazione idrologica li colloca in aree differenti, con valutazioni distinte sul potenziale impatto delle precipitazioni. Di conseguenza, ogni amministrazione opera facendo riferimento ai bollettini ufficiali della propria zona di appartenenza, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica nel modo più aderente possibile allo scenario previsto.
Infine, l’invito alla cittadinanza è a rivolgersi sempre alle fonti ufficiali: per aggiornamenti in tempo reale e per consultare i bollettini, è necessario verificare il sito della Protezione Civile Sardegna e i canali istituzionali del proprio Comune, evitando confronti affrettati tra territori che, dal punto di vista idrologico, non sono “uguali” anche se a pochi minuti di distanza.




