10.6 C
San Gavino Monreale
sabato, 14 Febbraio 2026

PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano, il Comitato Federale apre il 2026: “Serve un piano industriale vero e un programma organico di bonifiche”

Eventi e manifestazioni

San Gavino Monreale . Net è anche su WhatsApp e Telegram.
Clicca sui link per iscriverti ai nostri canali e ricevere tutte le news sul tuo smartphone.

spot_img

Bilancio dell’attività politica nel 2025 positivo: per la Federazione PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano un anno di crescita anche in termini di iscritte e iscritti. In questo 2026 al lavoro per consolidare il risultato e contribuire a rafforzare il partito in Sardegna”.

Alla sua prima assemblea del 2026, svoltasi il 10 gennaio, il Comitato Federale della Federazione PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano conferma la linea politica espressa in questi anni sulle questioni dello sviluppo economico, culturale e sociale del territorio, sulla scia del programma politico nazionale del PCI.

Nel corso dei lavori è stato tracciato un bilancio dell’attività svolta nel 2025, definito come un anno di crescita del radicamento nel territorio e di presenza politica attraverso diverse iniziative. Tra queste, la Federazione cita la festa di due giorni a Gonnesa e una serie di mobilitazioni a cui ha aderito, dal sostegno al popolo palestinese alle iniziative sindacali legate al tema del lavoro.

Tra i punti centrali affrontati dal Comitato Federale ha avuto particolare rilievo il tema dello sviluppo economico, descritto come un nodo irrisolto che continua a condizionare il futuro del territorio. Nel documento discusso in assemblea viene evidenziato uno scenario segnato da un’economia “sempre più debole” e dalla crisi del Polo industriale di Portovesme, indicato come privo di una prospettiva chiara e di una politica industriale strutturata. In questo quadro, il PCI sottolinea anche la necessità di costruire un’alternativa alla “pericolosa espansione dell’economia di guerra”.

Secondo la Federazione, lo stallo del sistema industriale richiede una svolta rispetto all’immobilismo che, a loro giudizio, ha caratterizzato la gestione degli ultimi anni. Il Comitato Federale ritiene necessario un vero piano industriale, con l’obiettivo di rilanciare le produzioni strategiche anche attraverso una partecipazione diretta dello Stato e in una nuova ottica di responsabilità verso ambiente e salute. Nel testo viene espressa vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, che attendono risposte concrete per uscire da una crisi che, viene sottolineato, lascia “inquinamento e incertezze”.

Nel corso dell’assemblea è stata inoltre richiamata quella che viene definita una cronica assenza di progettazione e pianificazione condivisa e coordinata da parte degli enti locali e sovracomunali, ritenuta un ostacolo alla creazione di condizioni più favorevoli per lo sviluppo economico.

Un altro tema affrontato riguarda il capitolo delle bonifiche, con il Comitato Federale che denuncia un grave ritardo nello sviluppo di un piano strutturato per i territori del Sud-Ovest della Sardegna, descritti come sempre più assediati da discariche e inquinamento. Secondo il PCI, le risorse disponibili non sarebbero adeguate rispetto ai bisogni reali e serve un programma organico e ben strutturato, superando interventi sporadici e progetti “spot”. Nel documento viene anche rivolto un richiamo alla responsabilità delle aziende, con la critica a chi, secondo la Federazione, tenta di evitare o scaricare il problema.

Nel dibattito interno, il Comitato Federale ha infine indicato la necessità di avviare un percorso di riflessione e mobilitazione più ampio, rivolgendosi a lavoratrici e lavoratori, disoccupati, studenti e pensionati, oltre che alle forze culturali, sindacali e politiche progressiste. L’obiettivo, viene spiegato, è aprire un nuovo “Cantiere dei Diritti del Lavoro” e un confronto su sviluppo sostenibile e pace, per promuovere una nuova stagione di lotte e conquiste.

Sul piano politico più generale, il PCI ha annunciato che nel territorio e in Sardegna si attiverà anche in vista della mobilitazione relativa al Referendum Costituzionale, dichiarando un orientamento per un “NO netto” alla riforma Nordio.

- Pubblicità -

Articoli correlati

Ultime News