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venerdì, 13 Febbraio 2026

Chiusura della casa anziani di Samassi, i consiglieri di minoranza: “Garantire assistenza e dignità alle persone anziane”

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A Samassi consiglieri comunali di opposizione Giancarlo Melis, Luca Setzu e Paolo Cabriolu, del gruppo Sardegna al Centro 2020, esprimono forte preoccupazione per l’annunciata chiusura della Comunità alloggio per anziani “Angela Piras”, una realtà che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento importante per Samassi e per il territorio.

«La perdita di un servizio come la casa anziani – dichiarano i consiglieri – non è mai una semplice scelta amministrativa, ma una ferita per la comunità, perché incide sulla qualità della vita delle persone più fragili e delle loro famiglie».

Secondo i consiglieri, la questione va letta anche in un quadro più ampio: «Lo spopolamento è oggi uno dei problemi più concreti e urgenti della Sardegna. Contrastarlo significa anche mantenere vivi i servizi, soprattutto quelli sociali. Ogni presidio che chiude rende i nostri paesi un po’ più deboli e meno attrattivi».

Dalle interlocuzioni avute emerge che la cooperativa che gestisce la struttura non attraversa difficoltà economiche, ma si trova in una situazione di stallo legata alla mancata realizzazione di interventi strutturali di competenza comunale, necessari per garantire la piena funzionalità della casa anziani.

«Parliamo – spiegano Melis, Setzu e Cabriolu – di interventi limitati e sostenibili, che avrebbero potuto essere programmati. La scelta di arrivare alla chiusura rischia di far pagare il prezzo più alto agli anziani ospiti, alle famiglie e ai lavoratori».

I consiglieri ribadiscono la loro disponibilità a svolgere un ruolo di mediazione tra Amministrazione comunale e cooperativa, con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa che eviti la perdita di un servizio essenziale.

«Quando un servizio pubblico chiude – concludono – non è solo una struttura che si spegne, ma un pezzo di comunità che viene meno. Chiediamo all’Amministrazione un atto di responsabilità e di ascolto, perché a farne le spese non siano i cittadini e chi lavora ogni giorno per garantire assistenza e dignità alle persone anziane».

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