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venerdì, 13 Febbraio 2026

Emergenza meteo dal 19 al 21 gennaio: incontro tra Protezione Civile e Sindaci, focus su procedure e ricognizione dei danni

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Questa mattina l’Assessora della difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi e il Direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella, hanno incontrato in videoconferenza i Sindaci e tutti gli enti coinvolti nell’emergenza meteo che ha interessato la Sardegna tra il 19 e il 21 gennaio. L’incontro è stato dedicato in particolare all’illustrazione delle procedure operative per la segnalazione dei danni, all’attivazione delle misure emergenziali e agli strumenti a disposizione dei Comuni nella fase in corso.

In apertura dei lavori, l’Assessora Laconi ha ringraziato Sindaci, strutture operative e volontari per il lavoro svolto, annunciando che nel pomeriggio è prevista una riunione anticipata del Consiglio dei Ministri, alla quale parteciperà anche la Presidente della Regione Alessandra Todde, per accelerare l’iter della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

“La risposta del Sistema regionale è stata tempestiva e coordinata – ha dichiarato l’Assessora – ora è fondamentale accompagnare i Comuni con procedure chiare e strumenti efficaci per affrontare la fase di ripristino”.

Il Direttore generale Merella ha ripercorso le fasi principali dell’emergenza, sottolineando l’importanza dell’attività preventiva svolta prima dell’evento e del costante raccordo con i Sindaci. “Ci siamo trovati ad affrontare un rischio prevalentemente costiero e marino – ha spiegato – ma il sistema regionale ha dimostrato di funzionare grazie alla collaborazione tra istituzioni, strutture operative e volontariato”. Un ringraziamento è stato rivolto alle Organizzazioni di Volontariato e a tutte le componenti del sistema di Protezione civile, tra cui Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Vigili del fuoco, Forestas, ARPAS, ENAS, Direzione generale dei lavori pubblici, Prefetture e Dipartimento nazionale di Protezione Civile.

È stato messo in evidenza come già all’indomani dell’emergenza, il 22 gennaio il Capo Dipartimento nazionale della Protezione civile ha effettuato un sopralluogo in Sardegna e che, nello stesso giorno, la Giunta regionale ha deliberato lo stato di emergenza regionale e il primo stanziamento per fare fronte ai danni. Il 23 gennaio la Presidente Alessandra Todde ha delegato il Direttore generale della Protezione civile alla gestione dell’emergenza e ha formalizzato la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, attesa in giornata.

Dal punto di vista operativo, è stato chiarito che le prossime fasi dipendono proprio dalla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, in ogni caso si sta lavorando per la predisposizione del Sistema Informativo di Protezione Civile – SIPC, in modo che i Comuni, una volta dichiarato lo stato di calamità naturale, possano procedere alla segnalazione dei danni attraverso la compilazione delle schede di ricognizione. La segnalazione dovrà riportare in modo puntuale la tipologia di danno, distinguendo tra soccorso e assistenza alla popolazione, patrimonio pubblico (infrastrutture strategiche, servizi essenziali), abitazioni private e attività economiche e produttive, beni mobili registrati. È stato inoltre ribadito che gli interventi di somma urgenza possono essere avviati immediatamente, nel rispetto della normativa vigente, con la redazione dei verbali previsti, e che tali interventi troveranno copertura  con i fondi dello stato di emergenza regionale già dichiarato o nazionale in via dichiarazione.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che la Regione ha già stanziato 5,5 milioni di euro e che alla Protezione civile regionale è stato affidato il compito di delimitare l’area interessata e predisporre la relazione tecnico-illustrativa per la quantificazione del fabbisogno finanziario. Sulla base delle segnalazioni finora pervenute da 112 Comuni (dato in continuo aggiornamento), la stima preliminare dei danni supera i 200 milioni di euro. Le tipologie di intervento previste riguardano il soccorso e l’assistenza alla popolazione, il ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche e le prime misure di sostegno al tessuto economico e sociale; successivamente saranno attivate le misure relative al patrimonio pubblico e privato.

Durante la riunione ARPA Sardegna ha fornito un sintetico inquadramento dell’evento meteorologico, evidenziando precipitazioni intense e persistenti su ampie aree della Sardegna meridionale e orientale e mareggiate significative lungo le coste sud ed est, in un contesto che ha comunque consentito l’attivazione preventiva delle misure di protezione civile. Ha fornito inoltre un aggiornamento sulle prossime perturbazioni, già in atto e che continueranno a portare precipitazioni anche nella serata di oggi e di domani, ma che non presentano al momento caratteristiche di eccezionalità.

Il Centro Funzionale Decentrato ha illustrato il ruolo svolto dal sistema delle dighe, con particolare riferimento alla diga di Nuraghe Arrubiu, la cui gestione coordinata con ENAS ha consentito di contenere le portate e ridurre il rischio per le popolazioni a valle.

Gli interventi dei Sindaci hanno evidenziato criticità diffuse su viabilità, infrastrutture, aree produttive, litorali, ambiti ambientali e beni culturali, oltre alla necessità di semplificazione procedurale e di chiarezza sui tempi di ristoro. Il Direttore Merella ha assicurato il massimo supporto tecnico, precisando che le segnalazioni saranno valutate anche per i territori non inizialmente classificati in codice rosso, sulla base dei dati raccolti e delle verifiche in corso.

In chiusura, è stato ribadito che la fase emergenziale rappresenta solo il primo passaggio di un percorso più articolato: “L’emergenza si gestisce in pochi giorni – ha concluso Merella – ma il ripristino richiederà anni, metodo e collaborazione. Continueremo a lavorare al fianco dei Comuni per accompagnare i territori verso il ritorno alla normalità”.

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