La chiusura dell’Ufficio Postale di Villacidro, prevista dal 10 febbraio al 16 marzo 2026, apre un fronte di tensione tra il Comune e Poste Italiane. A intervenire con toni duri è il sindaco di Villacidro, Federico Sollai, che ha diffuso un comunicato per informare la cittadinanza ed esprimere la propria contrarietà alla decisione.
Il primo cittadino riferisce di aver appreso formalmente la notizia “in data 4 febbraio 2026”, attraverso una comunicazione PEC del Direttore della Filiale di Cagliari di Poste Italiane, relativa all’avvio dei lavori del progetto “POLIS – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale”. Nella stessa nota, come sottolinea il sindaco, “è stata annunciata la chiusura totale dell’Ufficio Postale di Villacidro dal 10 febbraio al 16 marzo 2026, con l’invito a rivolgersi all’ufficio di San Gavino Monreale”.
Una decisione che, secondo Sollai, “desta forte preoccupazione”, soprattutto considerando che “il Comune di Villacidro aveva già autorizzato, con atto formale del 9 dicembre 2025, il posizionamento di un ufficio postale mobile in area pubblica adiacente all’attuale sede”. Una soluzione che, precisa il sindaco, “era stata ampiamente condivisa con i referenti di Poste Italiane proprio per limitare i disagi alla popolazione durante i lavori”.
Nel comunicato viene evidenziata la specificità del contesto sociale del paese. Villacidro, ricorda il sindaco, è “una comunità di circa 13.000 abitanti, con una significativa presenza di persone anziane e numerosi cittadini fragili e in condizioni di disagio sociale, molti dei quali privi di mezzi di trasporto privati e fortemente dipendenti dai servizi postali essenziali”. A rendere la situazione ancora più critica è, secondo Sollai, la grave carenza dei collegamenti di trasporto pubblico con San Gavino Monreale, che rende “estremamente difficoltoso, se non impossibile, l’accesso all’ufficio postale alternativo per le persone anziane e più vulnerabili”.
Il sindaco non nasconde le possibili conseguenze sociali della chiusura, parlando apertamente di “un disagio sociale rilevante, con il rischio concreto di tensioni e proteste, alimentando un crescente senso di abbandono da parte delle istituzioni”.
Nel tentativo di scongiurare o attenuare l’impatto della decisione, Sollai riferisce di essersi attivato a livello istituzionale. “Nella giornata di ieri, in qualità di Sindaco e su mia richiesta, sono stato ricevuto dal Prefetto”, che, spiega, “si è dimostrata attenta alle istanze rappresentate e ha compreso pienamente la mia preoccupazione e quella dell’intera comunità di Villacidro”. Su sollecitazione del primo cittadino, “il Prefetto si è immediatamente attivata per cercare di individuare una soluzione coerente con le richieste avanzate dall’Amministrazione comunale”.
Un primo contatto con Poste Italiane è già avvenuto. “Ieri sera, a seguito di un primo contatto che il Prefetto ha avuto con Poste Italiane e su reiterata mia sollecitazione, abbiamo concordato di aggiornarci nella giornata di lunedì”, spiega Sollai, per verificare “la possibilità di attivare un ufficio postale mobile già autorizzato” oppure, “nella peggiore delle ipotesi, una riduzione dei tempi dei lavori, così da consentire almeno la riapertura dell’ufficio entro i primi giorni di marzo, garantendo il regolare ritiro delle pensioni”.
Nel comunicato, il sindaco punta infine l’attenzione sui tempi della comunicazione, giudicati inadeguati. “Segnalo infine la totale intempestività della comunicazione, pervenuta a soli sei giorni dalla data di chiusura, che non consente né ai cittadini di organizzarsi né all’Amministrazione comunale di informare adeguatamente l’intera popolazione”.
Una presa di posizione netta, dunque, che affida alle istituzioni e a Poste Italiane la responsabilità di trovare una soluzione rapida per evitare ulteriori disagi alla comunità di Villacidro.




