Un rito antico, carico di simboli e memoria collettiva, torna a vivere nel cuore della Barbagia. Su Coli Coli Antigu Tianesu è stato recentemente riportato alla luce grazie al lavoro della Pro Loco di Tiana, con il supporto scientifico dell’antropologa Joyce Mattu. Un’operazione di recupero culturale che affonda le sue radici in una testimonianza scritta di grande valore storico.
Il riferimento è a un articolo pubblicato nel 1958 sulle pagine de L’Unione Sarda, firmato dal giornalista e scrittore Giuseppe Della Maria, profondo conoscitore delle tradizioni popolari sarde. Durante un viaggio in Barbagia, Della Maria fece tappa a Tiana, dove gli anziani del paese gli raccontarono dell’antico rito di su Coli Coli, tramandandone i significati e le forme attraverso la memoria orale.
Da quelle testimonianze emerge un rituale dal forte valore identitario, legato a pratiche di origine pagana e a un immaginario arcaico che affonda nel rapporto tra uomo, natura e comunità. Su Coli Coli si manifesta attraverso un piccolo corteo dal forte impatto simbolico e sonoro: in apertura sfilano due crani di cavallo infilati su pali di legno, un elemento unico nel panorama delle tradizioni sarde.
Seguono figure mascherate che indossano maschere di sughero decorate con corna animali, accompagnate dal suono di campanacci e tamburi. A completare il quadro ci sono gli “intintos”, personaggi che, in modo scherzoso e provocatorio, imbrattano i passanti, dando vita a un rituale che mescola sacro e profano, gioco e simbolismo.
Oggi Su Coli Coli Antigu Tianesu non è solo una rievocazione folkloristica, ma un tassello importante nella riscoperta dell’identità culturale di Tiana, un ponte tra passato e presente che restituisce voce a una Sardegna antica e profondamente radicata nelle sue tradizioni.




