San Gavino Monreale, interpellanza sul progetto “Ponte”: la minoranza chiede chiarimenti sull’utilizzo dei locali

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Una delle ultime interpellanze presentate al Comune di San Gavino Monreale riporta al centro del dibattito politico il futuro dei locali destinati in passato al progetto “Ponte – Centro di Pronta Accoglienza temporanea per Minori”. Prima firmataria dell’atto è Silvia Mamusa, con la sottoscrizione di tutti i consiglieri e le consigliere di Minoranza e del Gruppo Misto.

L’interpellanza, indirizzata al Sindaco e all’Assessore o Consigliere delegato, richiama il regolamento di funzionamento del Consiglio comunale e ripercorre la storia del servizio attivato nel 2011. Nel territorio comunale era infatti stato individuato un alloggio destinato al centro di pronta accoglienza temporanea per minori, denominato progetto “Ponte”, finalizzato – come ricordato nel documento – a favorire la crescita e lo sviluppo dei minori in un percorso di vita adeguato, sostenendo il superamento di situazioni di disagio socio-familiare temporaneo, con successivo rientro nella famiglia d’origine.

Il progetto coinvolgeva diversi Comuni afferenti al distretto, tra cui Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavino Monreale, Sardara, Vallermosa e Villacidro, configurandosi come servizio sovracomunale in ambito socio-sanitario.

Nell’atto si evidenzia come il servizio sia stato attivato inizialmente con finanziamento regionale e, per un periodo successivo, sostenuto da fondi degli enti locali. Tuttavia, viene sottolineato che l’attività risulterebbe interrotta da circa un decennio e che lo stabile non sarebbe attualmente in utilizzo, pur risultando arredato, funzionante e accogliente.

Le consigliere e i consiglieri firmatari rilevano inoltre che l’immobile non sarebbe più vincolato all’utilizzo originariamente legato al finanziamento ricevuto e che sul territorio esisterebbero molteplici esigenze legate a servizi di tipo socio-sanitario, assistenziale o residenziale che potrebbero trarre beneficio dal recupero funzionale della struttura.

Con l’interpellanza, da discutere con risposta orale nel prossimo Consiglio comunale, viene richiesto al Sindaco o all’Assessore delegato di chiarire lo stato attuale dei locali e di illustrare le intenzioni dell’Amministrazione in merito a un possibile impiego dello stabile, ritenuto potenzialmente strategico per rispondere a bisogni sociali presenti in ambito locale.

Il tema riapre così il confronto sull’utilizzo del patrimonio immobiliare comunale e sulla programmazione dei servizi socio-assistenziali, in un contesto in cui le esigenze della comunità restano al centro del dibattito politico cittadino.

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