Nel Consiglio provinciale del Medio Campidano del 27 febbraio sono stati approvati il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026/2028 e il Bilancio di Previsione 2026/2028 della Provincia del Medio Campidano, primi atti di programmazione dell’ente dopo oltre dieci anni di commissariamento.
Nel corso del dibattito, il consigliere provinciale Simone Murtas (Fratelli d’Italia) ha evidenziato l’importanza del provvedimento: «La Provincia torna finalmente a programmare e a esercitare pienamente il proprio ruolo di ente intermedio tra Regione e territori».
Il bilancio approvato, ha spiegato Murtas, è uno strumento tecnico necessario per rendere l’ente operativo, ma ora è fondamentale un cambio di passo deciso. Le future variazioni di bilancio, ha aggiunto, rappresenteranno il momento in cui la politica dovrà incidere concretamente, orientando le risorse verso le priorità reali del territorio.
Tra queste, Murtas ha richiamato l’attenzione sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie delle strade provinciali, gli interventi sull’edilizia scolastica, le politiche ambientali e il rafforzamento della struttura amministrativa. «Dare gambe alla macchina amministrativa con nuove assunzioni significa sostenere i dipendenti e potenziare gli uffici, per garantire servizi più efficienti e risposte tempestive ai cittadini» ha sottolineato.
Nel suo intervento, il consigliere ha inoltre posto una forte enfasi sulla questione della fauna selvatica, riconosciuta come una criticità strutturale per il territorio. I danni causati da cervi, daini, cinghiali e altre specie sono ingenti e colpiscono duramente aziende agricole, frutteti e coltivazioni, in un’area che già soffre per eventi climatici estremi e fragilità economica. In molte famiglie, infatti, il reddito è integrato proprio attraverso attività agricole e orticole, rendendo tali danni un problema sociale ed economico concreto.
Murtas ha ribadito che intervenire soltanto con gli indennizzi non è sufficiente. Occorre affrontare il fenomeno alla radice attraverso studi scientifici approfonditi, passaggio indispensabile e propedeutico per poter valutare con serietà anche strumenti di gestione della fauna, inclusi eventuali interventi di contenimento, nel rispetto delle normative vigenti e dell’equilibrio ambientale.
In quest’ottica, è stata ribadita la richiesta di maggiori risorse per lo studio sul cervo sardo, specie attualmente protetta e non più in via di estinzione. Per quanto riguarda il cinghiale, già oggetto di attività venatoria regolamentata, lo studio risulta quasi pronto, mentre per il daino – attualmente non cacciabile – l’incarico per la ricerca è stato conferito lo scorso mese.
Murtas ha concluso sottolineando che «la politica deve riuscire a dare risposte. Dopo anni di commissariamento, i cittadini si aspettano decisioni responsabili ma concrete. Programmare è il primo passo, ora bisogna agire».
Con l’approvazione del bilancio 2026/2028 si apre una nuova fase per la Provincia del Medio Campidano. La sfida ora sarà trasformare questa programmazione in risultati reali per famiglie, imprese agricole e comunità locali.




