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Antonella Matzeu – Progetto Comune

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Antonella Matzeu
Nome: Antonella Matzeu
Professione: Insegnante
Età: 45

 

Biografia e programma personale

Sono Antonella Matzeu, ho 45 anni, moglie di Gilberto Pinna (che mi supporta ma soprattutto sopporta dal 1987!!) e mamma di tre bimbi di 11, 9 e 4 anni. Insegno nell’Istituto Comprensivo di Mandas (Scuola Primaria) dopo aver svolto incarichi di supplenza in varie scuole medie, istituti superiori. Per un anno sono stata in Lombardia dove son passata di ruolo. Sono una persona a cui piace la chiarezza e la schiettezza. Sono decisa e determinata, forse perché le circostanze della vita mi hanno portato ad esserlo. Infatti ho perso la figura paterna molto presto restando con mia madre e con due fratelli piccoli a cui pensare e di cui a tutt’oggi mi sento “tutore”. Pur avendo lavorato tanto per raggiungere i miei obiettivi, mi ritengo una persona fortunata, prima di tutto per la famiglia che ho accanto e poi per avere un lavoro che amo tantissimo svolgere e che mi arricchisce tutti i giorni. Sono cresciuta nell’ambiente oratoriano serenamente e con sani principi che mi impegno a tenere saldi. Da sempre sono impegnata nelle attività parrocchiali: coro, catechesi, animazione gruppi e volontariato… Naturalmente questo non significa sentirmi migliore di altri… Posso anzi affermare che queste attività sono di grande aiuto alla mia crescita di donna e in senso più profondo di PERSONA.

Ho sempre amato lo sport e l’ho sempre praticato (calcio, ping-pong, atletica) ottenendo gratificanti risultati nell’arbitrare in Eccellenza, la massima categoria a livello regionale. Altra mia grande passione sono la musica e lo spettacolo: ho partecipato a musical sia da protagonista che da organizzatrice in ambienti scolastici e gruppi giovanili; inoltre ho fatto parte di gruppi musicali che si esibivano nelle sale da ballo e nelle piazze della Sardegna in occasione di feste patronali o sagre.

Il mio sì alla candidatura, molto riflettuto e “combattuto”, mi ha fatto pensare non poco al percorso complicato e complesso che sono chiamata ad affrontare per servire gratuitamente (gratuitamente = senza interessi personali e secondi fini!). Mi sono detta che vivere in amministrazione significa lavorare a un tavolo all’interno di un gruppo per muovere gli stessi passi in una società che mette fretta su tutto, che pone riflessione costante su tematiche di grande impatto sociale: famiglia, lavoro, ambiente, violenza, religione…; significa delineare, definire un’azione comune e costante che aiuti la persona a saper difendere la propria identità e la propria dignità.

Nel contempo, mi pare più che giusto lavorare per gli ultimi, mettere insieme le diverse individualità della nostra comunità, facendo sentire più uguali chi i suoi diritti li vede calpestati.

Nella voce “amministrare” vedo un coagulo di idee, di solidarietà, di farsi carico; un coagulo di mozioni, di proposte, di nuove conoscenze e di saperi che si intrecciano per prevenire ulteriori disagi in una società che, come dicevo prima, oggi giorno anche a San Gavino, evolve con estrema velocità, arrancando spesso con stanchezza… Perciò sento il bisogno di avere chiare linee guida che servono a tradurre in fatti concreti sogni e aspirazioni di una comunità migliore che registra , come spesso accade, episodi di violenza su donne e minori, violenza tra minori, violenze nel sistema della comunicazione verbale; linee guida su cui interrogarsi e dare risposte, modi di lavorare e riflettere sugli anni che spero ci attendano con il consenso unanime dei nostri concittadini, rendendo a tutti e a ciascuno un domani più vivibile.

Sono qui per impegnarmi e auspicare una democrazia vera che è non solo “governo del popolo” ma “governare per il popolo”. E conseguenza di ciò vuole essere la mia partecipazione reale e concreta; perchè partecipare è credere fattivamente nella presenza degli altri; dare credito alla loro presenza e alla loro differenza rispetto a me, differenza non dell’altro genere, ma degli altri che sono PERSONE che rischiano spesso di essere “cosificate”.

Senza dubbio servono orecchi attenti e occhi aperti perchè la partecipazione non diventi mai uno strumento o una tecnica di gestione del potere, pena non solo il principio democratico, ma anche la nostra, la mia credibilità, perchè significherebbe non credere all’esistenza degli altri verso i quali deve andare tutto il nostro servire, il mio servire,il mio entusiasmo e la mia buona volontà con i miei pregi e i miei limiti!

Dono la mia disponibilità all’impegno istituzionale non come donna in amministrazione ma come persona al servizio delle persone, e ripeto, voglio esserlo per tutti e per ciascuno con bontà, gratuità, fermezza, disinteresse.

E lo ribadisco ulteriormente, il mio è voler servire il PAESE impegnandomi con questa lista civica per offrire alla nostra comunità un’ amministrazione giusta, efficiente, produttiva e competente perché nelle sue strutture e per la sua attività si svolge ed è regolata la vita delle persone.


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