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La storia dell’acqua di San Gavino Monreale dal 1896 fino ai giorni nostri

Vi raccontiamo una storia, ambientata nel 1896, anno delle prime olimpiadi moderne. Il luogo non è Atene ma San Gavino Monreale. A partire da quell’anno abbiamo le prime testimonianze di sangavinesi che iniziano a preoccuparsi dell’approvvigionamento idrico. L’idea è quella di costruire un acquedotto tra i comuni limitrofi, ma è del 1911 la costruzione della prima conduttura per l’acqua potabile, acqua definita “ottima”.

La storia dell’acqua di San Gavino Monreale dal 1896 fino ai giorni nostri

La storia dell’acqua di San Gavino Monreale dal 1896 fino ai giorni nostri

Negli anni Trenta la situazione cambia, il Podestà chiede la costruzione di un pozzo dentro il centro abitato, dato che il pozzo da cui la popolazione si approvvigionava era distante oltre mille metri dal paese.

L’acqua iniziava a non essere più buona e potabile, era sporca e inquinata. Il punto per il nuovo pozzo fu fatto scegliere a un esperto rabdomante, colui che, senza soluzioni scientifiche, riusciva, tramite l’utilizzo di alcuni strumenti, a trovare l’acqua nel sottosuolo. Tra il ’30 e il ’31 furono costruiti due pozzi, ma è negli anni Quaranta che la situazione iniziò a diventare critica, a causa dello sviluppo demografico.

Nel ’43 gli abitanti erano quasi 6.500 a cui si aggiungevano circa 600 vittime dei bombardamenti a Cagliari ospitati nel nostro paese. Negli anni Cinquanta la popolazione si serviva di un pozzo situato in Viale Trieste, che distribuiva due litri d’acqua, al giorno, per abitante, e siccome si stimava che negli anni Settanta ci sarebbe stato un incremento fino a 11.400 abitanti, la situazione stava diventando drammatica. A inizi anni Cinquanta il Ministero non finanziò i nuovi lavori per migliorare gli impianti di approvvigionamento, cosicché nel 1958 fu il Comune stesso a costruire un altro pozzo di portata nettamente maggiore.

Nel 1960 San Gavino adottò il primo “Regolamento Comunale” nel quale si specificava che si sarebbero fatte concessioni anche nelle strade sprovviste di condutture idriche purché i richiedenti contribuissero a sostenere le spese della costruzione. Nel 1961 l’Esaf  (Ente Sardo Acquedotti e Fognature) chiese al Comune la cessione dei propri impianti, a questa richiesta però, non arrivò alcuna risposta. Fu così che San Gavino prese completamente in mano la gestione autonoma del servizio idrico e quello degli allacci alla rete.

Nel 1962 il Comune acquistò dai Frati un terreno di quasi 500 metri quadrati in cambio di 10.000 litri di acqua al mese. Nello stesso anno, per risparmiare, si decise inoltre di eseguire in autonomia la parte riguardante gli allacci. All’epoca i pozzi erano quattro, la popolazione era superiore alle 8.200 unità e il servizio di erogazione era garantito per sole quattro ore giornaliere, due la mattina, due la sera.

Nel 1964 il Sindaco scrisse “è utilizzata al massimo tutta la disponibilità idrica e qualsiasi altra trivellazione sarebbe inutile. Manca la rete fognaria e la situazione igienica dell’abitato è piuttosto grave”. Negli anni a seguire fino alla seconda metà degli anni Ottanta il Comune di San Gavino, che continuava a gestire l’approvvigionamento idrico in autonomia, si occupò prevalentemente delle opere di manutenzione e potenziamento degli impianti, proseguendo l’ampliamento della rete fognaria.

Nel 1987 San Gavino contava dieci pozzi, nonostante ciò il 48% dell’acqua arrivava dall’acquedotto di Villacidro, proprietà dell’Esaf. Nel 1991 la percentuale passò al 51%. Per la manutenzione dell’acquedotto c’erano tre idraulici addetti, i quali garantivano la presenza anche nei giorni festivi. Nel 1997 la Regione Sardegna ha disciplinato la riorganizzazione del servizio idrico in base alla legge Galli del 1994 che a sua volta fu adottata in recepimento della normativa europea. Nel 2005 prende vita Sidris, una società che accorpava tutti gli enti pubblici esistenti che gestivano l’acqua in Sardegna.

La storia dell’acqua di San Gavino Monreale dal 1896 fino ai giorni nostri

La storia dell’acqua di San Gavino Monreale dal 1896 fino ai giorni nostri

Nel 2006 il suo nome varierà in Abbanoa. Mancava l’ultimo passaggio, la ratifica dei Comuni ad aderire al gestore idrico unico regionale.

Il 29 Settembre 2006, il Comune di San Gavino (delibera n.58) col voto favorevole di 13 su 14 consiglieri votanti, cede gli impianti e la gestione del servizio idrico ad Abbanoa SpA. L’unico voto contrario fu di Giovanni Tinti che disse “il 50% dell’acqua la fornisce l’Esaf, i maggiori costi di gestione saranno scaricati sui cittadini, il mio voto è contrario perché pur comprendendo la situazione questa imposizione non mi piace”. Votarono a favore gli attuali consiglieri: Sandro Atzori, Nicola Ennas, Nicola Garau, Silvia Mamusa e Stefano Musanti. Questa è la nostra “Storia dell’acqua”, non la chiamiamo favola, perché solitamente le favole hanno un lieto fine.

Fonte: Luca Fois, Comprendo

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