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venerdì, 30 Ottobre 2020

La truffa del quadro di Papa Francesco

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Di questi tempi, frugando su “Google”, ben presto si scopre se qualcosa che ci è capitato, è già successo a qualche altra persona. Ci è stata raccontata una truffa subita da un nostro concittadino e abbiamo scoperto che non è di certo una truffa originale.

L’abbiamo denominata “la truffa del quadro del Papa” perché così come i greci per espugnare la città di Troia usarono un cavallo di legno, i malviventi in questione, per poter essere ben accolti si presentano dal malcapitato con un quadro raffigurante Papa Francesco. Quadro, se vogliamo essere sinceri e buoni, di dubbia qualità.

La truffa del quadro di Papa Francesco
La truffa del quadro di Papa Francesco

Con una scusa il malvivente riesce ad entrare in casa di un anziano sangavinese, nella fattispecie attraverso il garage rimasto aperto quel tanto che basta per portare la macchina all’interno del cortile. In un batter d’occhio, il truffatore è dentro, ben vestito e con l’abilità che contraddistingue queste persone (chiamiamole persone), ben presto acquista fiducia nei confronti della sua vittima.

Si presenta col quadro del Papa in mano dicendo che sia un regalo per la moglie, anch’essa anziana, che nel frattempo si trova in cucina, si accomoda in casa e con tranquillità chiacchiera con persone mai conosciute prima. La soggezione e l’imbarazzo fanno il resto, nonostante dapprima si possa dire che “il quadro in regalo non ci interessa”.

La situazione diventa più calda quando si prospetta l’obbligo di ricevere il regalo e il conseguente pagamento delle spese di viaggio. In questo caso la richiesta è stata di ben 190 euro! Il tono diventa minaccioso e per alleggerire il momento, spunterà fuori anche un orologio in regalo per la vittima della truffa. Il tutto succede in pochi minuti, per una persona abituata a vivere in modo onesto e tranquillo sembrerà solo un brutto sogno. Non è così dato che una volta ricevuta la somma, il farabutto scappa senza attendere un secondo in più.

Il nostro lettore è stato addirittura seguito dentro casa affinché il malvivente avesse la sicurezza che non stesse telefonando a qualcuno, ma che stesse semplicemente andando a prendere i soldi laddove fossero conservati.

La macchina del “ladro” era verde, piccola e ha fatto perdere le sue tracce in pochissimo tempo. La denuncia tardiva della situazione in cui si è incappati, ha agevolato il delinquente. Denunciate subito questi episodi, non abbiate paura o vergogna di essere etichettati come boccaloni, quest’ultima è una delle cose che permettono maggiormente ai truffatori di ripetere le proprie truffe altrove.

I consigli dei Carabinieri

Abbiamo incontrato il maresciallo dei Carabinieri Sergio Passalacqua per ottenere qualche consiglio in modo da evitare in futuro truffe simili. “Da anni andiamo nelle case degli anziani per aggiornarli sulle truffe e su quali sono le possibili soluzioni per contrastarle. Nei limiti del possibile inizierei con l’accreditamento della pensione, non lasciarsi somme in casa, verificare di non essere seguiti quando si esce dalla banca o dall’ufficio postale. Nelle nostre case nessuno, dico nessuno, è autorizzato ad entrare. Nel dubbio chiamare il 112, sempre. Siamo a disposizione di tutti i cittadini, come sempre, se qualcuno ha bisogno di chiarimenti o di farsi una chiacchiera sanno dove trovarci.”

Fonte: Luca Fois, Comprendo

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